Cereus

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Genere Cereus
Famiglia Cactaceae
Habitat America centro meridionale, fascia tropicale e subtropicale di Africa e Asia.
Coltivazione Le piante del genere Cereus vogliono temperature alte (mai sotto i 10 °C), esposizione in pieno sole, innaffiature ogni 3-4 giorni in estate ma facendo sempre attenzione a non creare ristagni d’acqua.
Curiosità Produce, come frutti, delle bacche carnose che in molte specie sono commestibili. Il nome deriva dal latino cereus, cioè cero, e fa riferimento alla forma e al portamento del fusto, eretto e colonnare.

La Cereus: caratteristiche salienti

Facile da coltivare e caratterizzata da un accrescimento rapido, questa cactacea è molto apprezzata sia per il fusto allungato, con portamento a colonna, che per i suoi fiori grandi e scenografici. Come tutte le cactacee, sono piante perenni e longeve. Il fusto è di colore verde scuro o bluastro, largo, con scanalature evidenti e spine al posto delle foglie. In alcune specie si erge diritto come un candelabro, in altre si ramifica nella parte alta.

Può raggiungere vari metri in altezza anche se coltivata in vaso, ma se piantata direttamente nel terreno lo sviluppo è ancora più imponente: si possono trovare piante alte fino a 10 o anche 12 metri. Il clima italiano però consente a queste piante di sopravvivere all’aperto solo in alcune zone del sud Italia, in particolare in Sicilia. Come tutte le cactacee, è sprovvista di rami ed i fiori crescono direttamente dal fusto, sviluppandosi a partire dalle areole. Sono però rari nelle piante coltivate in vaso, che fioriscono solo se hanno raggiunto grandi dimensioni.

I fiori sono grandi, con un impatto visivo molto forte. Hanno colore bianco, rosa o rosso, con petali e sepali ben disposti fra loro e disposti a spirale. Si aprono solo nella notte e lasciano, come frutti, bacche di colore rosso o giallo, con semi neri, che sono spesso commestibili. Essendo ermafroditi, tutti i fiori producono, una volta sfioriti, il loro frutto.

Varietà e Tipologie

Il genere Cereus è originario dell’America Centro-meridionale ma da lì si è diffusa anche nella fascia tropicale e subtropicale di Africa e Asia dando origine a nuove specie o varianti. Ad oggi, si può dire che questo genere di cactacea comprenda tra le quaranta e le cinquanta specie diverse, secondo la classificazione considerata: la classificazione delle singole specie, infatti, continua a variare e spesso cambia da autore ad autore. Ricordiamo però alcune delle specie principali:

• Cereus aethiops
• C. forbesii
• C. hankeanus
• C. jamacaru
• C. jusbertii
• C. lamprospermus ssp. colosseus
• C. peruvianus
• C. validus

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Consigli per la coltivazione

Le piante del genere Cereus sono relativamente semplici da coltivare anche se (come per tutte le piante grasse, e ancora di più per le cactacee) bisogna fare molta attenzione ai ristagni d’acqua. In Italia vengono generalmente coltivate in vaso, così da poter essere messe al riparo nei mesi invernali. In alcune regioni del sud, però (in particolare in Sicilia) possono sopravvivere anche all’aperto.

Queste sono le nostre indicazioni per una corretta coltivazione:

  • Le Cereus vogliono un’esposizione in pieno sole, possibilmente verso sud. L’ideale è un punto ben arieggiato ma senza correnti di aria fredda. Un colore troppo chiaro del fusto vi indicherà che la pianta non sta ricevendo abbastanza luce.
  • La temperatura non deve mai scendere sotto i 10° C.
  • Si consigliano annaffiature ogni 3-4 giorni in estate, piuttosto abbondanti ma facendo attenzione a che non restino ristagni d’acqua, che la pianta teme in particolar modo. In autunno le annaffiature possono essere ridotte progressivamente fino ad eliminarle del tutto o quasi nei mesi invernali, quando la pianta è in riposo vegetativo.
  • Il terreno deve essere leggero e ben drenante: un terreno specifico per cactacee, con eventualmente l’aggiunta di un po’ di sabbia grossolana, è la scelta migliore.
  • La pianta ha una crescita molto vigorosa, perciò è bene concimare spesso (una volta ogni 15 giorni circa) con composti contenenti azoto, fosforo e potassio. Usate, però, dosi minime di fertilizzante – circa un terzo rispetto alle dosi consigliate sulle confezioni o anche meno.
  • Per favorire la crescita delle piante si consiglia di rinvasare tutti gli anni a inizio primavera, facendo attenzione durante l’operazione che potrebbe essere non semplice a causa delle spine! I vasi in terracotta sono da preferirsi perché favoriscono la traspirazione della pianta.

Le Cereus si riproducono sia attraverso i semi che attraverso talea. I semi fertili sono prodotti dai frutti, che ricordiamo nascono da fiori ermafroditi. Le talee invece possono essere ottenute… accorciando la pianta a metà! Basta tagliare infatti una porzione di fusto, lasciarla all’aria aperta finché la ferita non si è cicatrizzata (possono volerci da 24 ore ad alcune settimane) e successivamente ripiantarla. Un appassionato potrebbe voler tagliare la talea nella parte in alto del fusto, per limitare l’impatto sulla pianta già esistente. Tuttavia lo sconsigliamo, e consigliamo invece di intervenire più o meno a metà dell’altezza della pianta, perché è la porzione di fusto che ha più probabilità di attecchire correttamente sviluppando bene sia le radici che la parte aerea.