Chamaelobivia

chamaelobivia
Genere
Famiglia Cactaceae
Habitat America centrale
Coltivazione Richiedono esposizione soleggiata o parzialmente soleggiata, annaffiature ogni 4-5 giorni in estate e terreno drenante. Per brevi periodi sopravvivono anche con temperature sotto lo zero.
Curiosità La Chamaelobivia è un ibrido fra Chamaecereus e Lobivia. È una piantina di dimensioni ridotte e di facile coltivazione, con fiori colore rosa o rosso acceso.

La Chamaelobivia: caratteristiche salienti

Questa scheda sarà più breve di quelle che pubblichiamo generalmente perché, a differenza di altre, non tratta di un “genere” propriamente detto ma di un ibrido che, per la sua bellezza, raccoglie il favore degli appassionati e si diffonde sempre di più: la Chamaelobivia. L’incrocio di due cactacee di piccole dimensioni, il Chamaecereus e la Lobivia, danno infatti origine alla Chamaelobivia.

È una pianta che resta tendenzialmente di piccole dimensioni (poche decine di centimetri) ma con fiori molto grandi, in proporzione (anche 5-7 cm). Proprio come i suoi progenitori, sono piantine perenni. Il fusto è a forma di colonna o di cono; non è ramificato, ma spesso dalla stessa base si dipartono più fusti ognuno dei quali produce un fiore di colore rosa intenso o rosso acceso, attaccato alla pianta tramite un calice squamoso piuttosto lungo.

Varietà e Tipologie

Come già detto, la Chamaelobivia non è un genere ma una nuova specie nata come ibrido. Sono presenti comunque delle varietà legate per lo più al colore dei fiori.
Quella che si trova generalmente in commercio è la Chamaelobivia Rose Quartz, dal colore rosso vivace (quasi un arancione intenso).

Consigli per la coltivazione

Le Chamaelobivia sono semplici da coltivare e di piccole dimensioni: l’ideale, perciò, anche per cactofili alle prime armi – e sicuramente anche questa caratteristica è alla base della diffusione sempre maggiore che stanno avendo.

Le indicazioni per una corretta coltivazione ricordano quelle che si danno abitualmente per le sue parenti della famiglia delle cactacee, ma con una differenza fondamentale: non sono necessariamente legate a climi molto caldi e anzi un’esposizione al sole eccessiva potrebbe danneggiarle. Vediamo nel dettaglio.

  • L’esposizione deve essere in pieno sole o mezzo sole. La luce deve essere abbondante, ma i raggi diretti del sole non devono essere presenti per più di poche ore al giorno. Per sopportare la luce diretta, comunque, la piantina deve essere sufficientemente cresciuta e il passaggio dall’ombra al sole pieno non deve essere troppo repentino.
  • A livello di temperatura sono molto resistenti: se il terreno è ben secco, possono reggere per brevi periodi temperature fino a -5C° o, per alcune varianti, addirittura fino a -10°C.
  • Si consigliano di annaffiare regolarmente in estate (una volta ogni 3-4 giorni oppure ogni 7 giorni, secondo il grado di esposizione al sole) ma facendo sempre attenzione a non creare ristagni d’acqua. In inverno, con il riposo vegetativo, le innaffiature vanno ridotte al minimo.
  • Il terreno ideale è poroso, ricco, ma ben drenante.
  • La pianta resta di piccole dimensioni e non è perciò necessario concimare spesso.
  • Rinvasate quando necessario all’inizio dell’estate. Una volta messa nella nuova dimora, la pianta non deve essere innaffiata per circa una settimana.

Le Chamaelobivia si riproducono sia per semi che, preferibilmente, per talea.
Le talee vanno lasciate asciugare a lungo (una o più settimane) prima che la ferita si asciughi e possa essere piantata. Mettetela a dimora in un terreno piuttosto grossolano e molto ben drenante. A quel punto, impiegherà da 1 a 6 settimane per mettere radici.