Coryphantha

Coryphantha Cornifera Giromagi Cactus
Genere Coryphantha
Famiglia Cactaceae
Habitat Regioni nord del Messico e Stati Uniti meridionali
Coltivazione È una cactacea a crescita lenta che richiede mezzo sole (o pieno sole, se l’ambiente è ben ventilato), innaffiature frequenti ma leggere e una temperatura mai sotto ai 5°C. Fra i parassiti, teme i ragnetti rossi.
Curiosità Cactacea di forma globosa, si distingue da altri generi simile per la posizione dei fiori che crescono esattamente sulla cima della pianta. Il suo nome ha infatti questo significato: viene dal greco koryphé (culmine, apice) e ànthos (fiore).

La Coryphantha: caratteristiche salienti

Il genere Coryphantha accoglie al suo interno una serie di cactus di forma tendenzialmente globosa, che diventa colonnare con l’aumentare dell’età della pianta. Il fusto non ha costolature, ma piuttosto una serie di tubercoli alternati o disposti a spirale. Le spine, molto numerose, partono dal centro di ogni tubercolo. Hanno una dimensione media o piccola: raramente superano i 40 cm di altezza. Le Coryphantha hanno una grossa radice fittonante e sono molto simili, esteticamente, alle piante del genere Mammillaria.

Quello che li distingue però è il fiore, e soprattutto la posizione in cui fiorisce: le Coryphantha producono un grande fiore che si situa esattamente sulla sommità del fusto mentre nella Mammillaria i fiori spuntano poco sotto la sommità, nell’anello di crescita che corrisponde all’anno precedente quello della fioritura. I colori dei fiori sono molto vivaci, gialli oppure arancioni. Di solito ogni fusto presenta un fiore unico, più raramente se ne possono trovare due o più.

Varietà e Tipologie

I cactus del genere coryphanta sono presenti in molte varietà. Ne ricordiamo alcune fra quelle che potrete trovare anche nel nostro shop online di piante grasse:

Coryphantha cornifera: in questa varietà le spine di colore chiaro crescono in una posizione particolare, radiante rispetto al proprio centro e quasi parallele rispetto al fusto della pianta, tanto che sembrano quasi ingabbiare la pianta al suo centro. Ad esse si possono aggiungere delle spine di colore più scuro e più grosse, che partono solo dai tubercoli superiori della pianta, una per ogni tubercolo, ben diritte verso l’esterno della pianta.

Coryphantha palmeri: di piccole dimensioni, il fiore ha petali bianchi allungati e stami centrali gialli così che nel complesso ricorda vagamente una margherita.

Coryphantha runyonii: in questa varietà i tubercoli sono molto pronunciati e si possono gonfiare e allungare ciascuno in misura molto diversa, fornendo alla pianta un aspetto bizzaro e irregolare.

Questo, invece, è l’elenco completo:

C. borwigii
C. bumamma
C. cornifera/radians
C. difficilis
C. echinoidea
C. echinos
C. elephantidens
C. elephantidens “TANSI ZOUGEMARU”
C. gladiispina
C. laui
C. longicornis (‘grandis’ form)
C. macromeris
C. magentae
C. maiz-tablasensis
C. odorata (Cumarinia)
C. poselgeriana var. valida
C. pseudonickelsae
C. retusa
C. salinensis
C. salm-dyckiana
C. scheeri var. robustispina
C. sulcolanata
C. tripugionacantha
C. werdermannii

Consigli per la coltivazione

La coltivazione dei cactus del genere Coryphantha non presenta particolari difficoltà rispetto ad altre varietà di cactus. La crescita è piuttosto lenta, ma per avere piante sane e bellissime fioriture basterà seguire alcune attenzioni:

  • L’esposizione migliore per le coryphantha è a mezzo sole, dato che queste piante temono i raggi diretti del sole estivo. Piante già adulte (con almeno due anni di età) possono essere sistemate anche in pieno sole, purché siano in posizione ventilata.
  • La temperatura deve essere superiore ai 5 °C. È importante però che durante l’inverno sia sufficientemente fresca: servirà per una buona vernalizzazione, che assicurerà fioriture più rigogliose in primavera.
  • Come un po’ tutte le cactacee, il pericolo più grande arriva dai ristagni d’acqua: per scongiurarle, consigliamo innaffiature frequenti (ogni 2-3 giorni) ma molto leggere in primavera-estate per dare modo al terreno di asciugarsi completamente fra l’una e l’altra. In autunno le innaffiature possono essere ridotte fino ad essere del tutto sospese in corrispondenza con la vernalizzazione.
  • Il terreno dovrebbe essere quello specifico per cactacee: un mix di terra concimata, sabbia grossolana e ghiaia può essere una buona alternativa.
  • Le concimazioni possono essere fatte una volta ogni 15 giorni durante primavera ed estate con un prodotto specifico per cactus.
  • Queste piante, come detto, hanno una crescita piuttosto lenta: potranno essere rinvasate solo una volta ogni 3 anni, facendo particolare attenzione a non danneggiare il fittone.

La forma globosa di queste piante rende difficile (per non dire quasi impossibile) la riproduzione per talea. Si utilizzano così i semi, che devono essere interrati in una miscela di terriccio molto leggero da tenere costantemente umido in posizione ombreggiata e con una temperatura sopra i 20°C. Alcune specie producono alla base dei polloni che possono essere prelevati e utilizzati per la riproduzione, riducendo molto i tempi rispetto a quelli necessari passando attraverso il seme.