Dasylirion

Dasylirion Longissimum Giromagi Cactus
Genere Dasylirion
Famiglia Liliaceae
Habitat Messico
Coltivazione Robuste e molto adattabili, le piante del genere dasylirion resistono bene sia in pieno sole che con mezzo sole. Il terreno deve essere sempre mantenuto leggermente umido: hanno quindi bisogno di annaffiature un poco più frequenti rispetto alle altre piante adattatesi ai climi secchi.
Curiosità Il nome fa riferimento alla presenza di un fusto solitamente piccolo, ricoperto da una chioma formata esclusivamente da foglie apicali lunghe e strette. Deriva infatti dal greco dasỳs = coperto di foglie e lỳrion = piccola lira.

Le Dasylirion: caratteristiche salienti

Le piante del genere dasylirion sono succulente sempreverdi, apprezzate per il loro aspetto decorativo e per la resistenza alla siccità. Le lunghe foglie della dasylirion crescono allargardosi a raggiera, lunghe e affilate. In molte specie, la base delle foglie più vecchie diventa col tempo parte integrante del fusto centrale, che prende una consistenza legnosa. L’aspetto della pianta, giunta a questo stadio, ricorda quello della palma.

Il fusto è, in linea generale, di consistenza sugherosa. La pianta può raggiungere la considerevole altezza di 15 metri se coltivata direttamente in piena terra. Si adatta bene anche alla coltivazione in vaso, ma in questo caso le altezze raggiunte sono molto minori. A primavera e in estate è possibile ammirare i fiori delle dasylirion: sono grosse infiorescenze a forma di pannocchia su cui spuntano in grande quantità piccoli fiori, di solito di colore bianco o azzurro, che contrastano gradevolmente con il verde intenso del fogliame. Sono piante dioiche: esistono cioè piante maschio e piante femmina, che si possono distinguere esclusivamente dal fiore.

Varietà e Tipologie

Il genere dasylirion comprende 17 specie, tutte native del Messico anche se alcune specie si sono diffuse naturalmente anche nelle aree sudoccidentali degli Stati Uniti. La classificazione sotto la famiglia delle Liliacee si deve al sistema di classificazione Cronquist delle piante da fiore; il sistema APG III le classifica invece come Asparagacee, sottofamiglia Nolinoideae.

Queste sono le 17 specie riconosciute:

Dasylirion acrotrichum
D. berlandieri
D. cedrosanum
D. durangense
D. gentry
D. glaucophyllum
D. graminifolium
D. leiophyllum
D. longissimum
D. longistylum
D. lucidum
D. miquihuanense
D. occidentalis
D. palaciosii
D. parryanum
D. quadrangulatum
D. sereke
D. serratifolium
D. simplex
D. texanum
D. treleasei
D. wheeleri

Di questi, la dasylirion wheeleri è sicuramente la pianta più comune. È un arbusto ornamentale, alto di solito non più di 1,5 m di altezza, con splendide foglie verdi o verde-grigio che si aprono fino a formare l’illusione di una sfera.

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Consigli per la coltivazione

Questi i principali consigli per coltivare le succulente del genere dasylirion:

  • Si raccomanda un’esposizione a mezzo sole, ma queste piante sono in realtà molto adattabili e sopravvivono bene anche in piena luce.
  • Il freddo è ben tollerato e la pianta riesce a resistere anche a brevi periodi con temperature di pochi gradi sotto lo zero, purché non siano frequenti e il terreno sia ben secco.
  • In primavera ed in estate le annaffiature devono essere regolari ogni 2-3 giorni, con il terreno che che deve poter restare leggermente umido fra un’innaffiatura e l’altra. Le innaffiature potranno diminuire di frequenza (ma non essere sospese del tutto!) durante autunno e inverno).
  • Essendo una pianta a crescita lenta, non ci sono grandi necessità di concimare. È sufficiente diluire un concime universale nell’acqua dell’innaffiatura all’incirca una volta ogni due mesi.
  • Le dasylirion si adattano bene un po’ a tutti i tipi di terreno. È meglio, però, sceglierne uno che sia ben drenato.
  • Sono piante a crescita molto lenta: una dasylirion wheeleri, ad esempio, impiega dai 10 ai 20 anni per raggiungere il suo massimo sviluppo. Non serve, quindi, rinvasare ogni anno e questa operazione potrà essere svolta soltanto una volta ogni 2-3 anni, secondo necessità.

La propagazione avviene, di solito, per seme: si ricorda a questo proposito che la pianta è dioica e quindi non tutti i semi prodotti dalla nostra pianta potrebbero essere fertili. Il seme va seppellito a bassa profondità in un vaso da conservarsi in serra fredda. Nei casi (piuttosto rari, a dir la verità) in cui la pianta produce polloni, questi possono essere utilizzati come talea per ottenere le nuove piante in modo più semplice e rapido.