Acanthocalycium thionanthum var. ferrarii

Genere:

Acanthocalycium

Famiglia:

Cactaceae

Habitat:

L’Acanthocalycium thionanthum var. ferrarii è endemico di terreni rocciosi a 2000-3500 m. del nord di Santa Maria, Tucumán (Argentina).

Sinonimi:

Acanthocalycium  ferrarii
Echinopsis thionantha subs. ferrarii (Rausch) Lowry
Lobivia thionantha var. ferrarii (Rausch) Rausch
Acanthocalycium variiflorum

Descrizione:

L’Acanthocalycium thionanthum v. ferrarii, è una cactacea che cresce abitualmente in modo solitario ed in natura predilige terreni rocciosi.
Il suo aspetto è globoso e un po’ schiacciato, può arrivare a 10-12 centimetri di diametro, è di colore verde o grigio-verde, con molte spine.
Questa varietà di cactus può avere fino a 18 coste, le areole sono ovali e di colore biancastro. Le spine radiali ricurve verso il fusto, tipicamente sono 9 e lunghe circa 2 centimetri, di colore bianco crema, a volte con le punte giallo o rosso scuro. Le spine centrali: da 1 a 4 sono robuste e diritte, lunghe fino a 1,5 centimetri, dello stesso colore di quelle radiali.
Generalmente non ramifica e produce dei fiori che possono essere arancione, rosso o giallo e possono raggiungere 5 centimetri di diametro e 5 di altezza.

Coltivazione:

L’Acanthocalycium ferrarii non è difficile da coltivare. Prima di tutto richiede una posizione luminosa, sotto la luce diretta del sole. Non sopporta temperature inferiori a 6ºC. Le annaffiature devono essere abbondanti in estate (ogni 3-4 giorni) e meno frequenti in inverno (una volta alla settimana). È importante assicurarsi che il terreno sia completamente asciutto prima di ogni annaffiatura. A. ferrarii ha bisogno di un terreno ben drenato e procedi con abbondanti concimazioni almeno una volta al mese da maggio a ottobre. Questa pianta di solito rimane piccola e quindi non c’è bisogno di rinvaso.

Propagazione:

l modo migliore per propagare il tuo Acanthocalycium ferrarii è per seme.

Curiosità:

Il nome Acanthocalycium deriva dal greco: ákantha (che significa pungente) e cályx (che significa calice) e fa riferimento alle spine sui tubi floreali; mentre l’epiteto ferrarii è stato conferito in onore dell’agronomo argentino e collezionista di cactus Omar Ferrari.

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