Astrophytum asterias cv. Superkabuto
Genere:
Astrophytum
Famiglia:
Cactaceae
Habitat:
Astrophytum asterias cv. Superkabuto è una cultivar di origine orticola, resa popolare in Giappone negli anni ’80 da coltivatori collezionisti che selezionarono individui con motivi epidermici particolarmente decorativi. Deriva dalla specie Astrophytum asterias, un cactus globoso originario del Nord America, distribuito tra il sud del Texas, nell’area della Lower Rio Grande Valley, e nel nord-est del Messico, nello stato di Tamaulipas, dove cresce in ambienti semidesertici su suoli argillosi e calcarei.
Sinonimi:
Astrophytum asterias cv. Super Kabuto
Descrizione:
Il nome del genere Astrophytum deriva dal greco astron (ἀστήρ), che significa “stella”, e phyton (φυτόν), “pianta”, con riferimento alla caratteristica forma stellata che molte specie del genere assumono osservate dall’alto, per via delle costolature ben marcate del fusto. L’epiteto specifico asterias, dal greco asterías (“stellato”, “simile a una stella”), richiama ulteriormente la forma radiale e appiattita del fusto, che ricorda una stella o una stella marina. Il nome della cultivar Superkabuto, infine, combina il termine inglese super con il giapponese kabuto, che indica l’elmo tradizionale dei samurai, per via della densa punteggiatura bianca dell’epidermide, disposta in motivi che ricordano una superficie corazzata.
Astrophytum asterias cv. Superkabuto è un cactus globoso, generalmente solitario e privo di spine, con un fusto appiattito che in coltivazione può raggiungere circa 6-12 cm di diametro. Il corpo è suddiviso di norma in 8 costolature ampie e regolari, separate da solchi poco profondi che, osservate dall’alto, conferiscono alla pianta il caratteristico aspetto stellato tipico della specie. L’epidermide è liscia, verde-grigiastra, e presenta piccole areole lanose disposte lungo il margine delle costole. Caratteristica distintiva della cultivar Superkabuto è la presenza di numerosi tricomi bianchi, molto più grandi e densi rispetto alla forma tipica, che ricoprono l’epidermide formando un mosaico di macchie o puntinature spesso organizzate in disegni complessi e variabili da individuo a individuo. In coltivazione sono state selezionate diverse forme in base al pattern delle macchie, tra cui il “tipo bianco”, quasi completamente ricoperto di tricomi, il “tipo Neve”, con macchie più lanose e diffuse, e il “tipo zebrato”, caratterizzato da disegni lineari o bande più marcate. L’apice è leggermente infossato e ricoperto da una sottile lanugine, mentre l’apparato radicale è costituito da una radice fittonante ben sviluppata.
Produce fiori solitari che si sviluppano all’apice del fusto, emergendo dalle areole più giovani situate nella zona apicale. La fioritura avviene generalmente in primavera o all’inizio dell’estate, quando la pianta produce vistosi fiori di colore giallo brillante con centro arancione. Relativamente grandi rispetto alle dimensioni della pianta, possono raggiungere 4-7 cm di diametro e presentano numerosi tepali disposti radialmente. Si aprono durante le ore più luminose della giornata, per poi richiudersi la sera. In seguito all’impollinazione si sviluppano piccoli frutti globosi o leggermente allungati, inizialmente verdi e successivamente bruno-grigiastri a maturità, ricoperti da una leggera lanugine. I frutti si aprono alla sommità liberando numerosi semi neri e lucidi.
Coltivazione:
Generalmente facile da coltivare, presenta una crescita lenta.
Richiede un substrato molto drenante e minerale, che eviti ristagni idrici a livello delle radici. Il terreno ideale è composto prevalentemente da componenti inerti, come pomice, lapillo o ghiaia fine, con una piccola percentuale di materiale organico ben decomposto.
Va annaffiata con parsimonia durante il periodo vegetativo, da marzo a ottobre, lasciando asciugare completamente il substrato tra un’annaffiatura e l’altra, poiché le radici sottili sono sensibili all’umidità persistente. Un eccesso d’acqua può inoltre favorire fessurazioni dell’epidermide. Con l’abbassarsi delle temperature autunnali le bagnature vanno sospese, mantenendo la pianta completamente asciutta durante l’inverno, a una temperatura di circa 5-15 °C.
Necessita di abbondante luminosità e può essere coltivata sia in pieno sole sia in ombra leggera, condizione nella quale l’epidermide tende ad assumere una colorazione più scura. Durante il riposo invernale è preferibile mantenerla in un luogo fresco, luminoso e ben ventilato, con un substrato completamente asciutto per prevenire marciumi. Se mantenuto asciutto può tollerare brevi gelate fino a circa -5 °C, anche se è consigliabile proteggerlo dalle temperature troppo basse.
Beneficia di concimazioni leggere durante il periodo vegetativo, dalla primavera all’estate. Si consiglia l’uso di un fertilizzante specifico per cactus, povero in azoto, somministrato a dosi diluite una o due volte durante la stagione di crescita.
Va rinvasata preferibilmente all’inizio della primavera, prima della ripresa vegetativa. L’operazione non è necessaria frequentemente, data la crescita lenta della pianta, e può essere effettuata ogni 2-3 anni o quando il substrato risulta ormai esaurito. Si consiglia l’uso di vasi ben drenati e di un substrato prevalentemente minerale.
Non è generalmente considerata tossica e può essere coltivata senza particolari precauzioni in ambienti domestici.
È generalmente una pianta robusta e, se coltivata correttamente, tende a non subire infestazioni di parassiti. Può tuttavia essere occasionalmente attaccata dal ragnetto rosso, che provoca un indebolimento dell’epidermide, e dalle cocciniglie, presenti sia sulle parti aeree tra la lanugine delle areole sia, più raramente, sulle radici, dove risultano meno visibili. Il problema più serio resta il marciume radicale o del colletto, generalmente causato da un eccesso di umidità o da scarso drenaggio.
Un consiglio: è preferibile utilizzare vasi piuttosto bassi ma larghi, poiché la pianta sviluppa un apparato radicale relativamente espanso ma non profondo.
Propagazione:
La specie si propaga principalmente per seme. La semina si effettua generalmente in primavera, su substrato molto drenante mantenuto leggermente umido fino alla germinazione.
Nelle prime fasi le piantine richiedono luce diffusa e condizioni moderatamente umide, poiché tollerano poco sia una luce troppo forte che substrati troppo asciutti. Dal momento che le piante possono impiegare circa cinque anni o più per raggiungere la maturità, per accelerarne lo sviluppo, soprattutto in coltivazione collezionistica, gli esemplari vengono talvolta innestati su portainnesti più vigorosi.
Curiosità:
Questa cultivar avrebbe origine, con ogni probabilità, da una mutazione spontanea comparsa in un singolo esemplare di Astrophytum asterias, individuato nel 1981 dal collezionista giapponese Masaomi Takeo in un garden center negli Stati Uniti. Per via dell’insolita maculatura bianca, la pianta attirò subito l’interesse dei collezionisti e fu successivamente venduta in Giappone a Tony Sato a un prezzo molto elevato.
Sito Web Ufficiale:
www.giromagi.com
Wholesale:
www.giromagicactusandsucculents.com