Browningia hertlingiana
Genere:
Browningia
Famiglia:
Cactaceae
Habitat:
Si tratta di una specie endemica del Perù meridionale, diffusa in particolare delle valli interandine della valle del Mantaro, nelle regioni di Apurímac, Ayacucho e Huancavelica. Cresce tra 1.000 e 3.000 metri di altitudine sul livello del mare, sui pendii aridi delle Ande e nelle valli interne, dove colonizza ambienti aperti caratterizzati da foreste andine secche e da una vegetazione xerofitica.
Sinonimi:
Azureocereus hertlingianus
Clistanthocereus hertlingianus
Descrizione:
Il nome del genere Browningia è dedicato a W. E. Browning, direttore dell’Instituto Inglés di Santiago del Cile. L’epiteto specifico hertlingiana onora invece il signor Hertling, commerciante tedesco del XX secolo, a cui è stata dedicata la specie.
Browningia hertlingiana è un cactus colonnare perenne che presenta un tronco principale poco ramificato, alto fino a circa 1 m. In natura può assumere un portamento arborescente con ramificazioni nella parte superiore, raggiungendo 5-8 m di altezza con fusti fino a 30 cm di diametro; in coltivazione, invece, soprattutto in vaso, gli esemplari rimangono generalmente più contenuti e spesso a colonna singola. I fusti sono cilindrici, robusti e di colore verde-bluastro o turchese, tonalità particolarmente evidente nei tessuti giovani. Presentano fino a 18 costolature, spesso suddivise in tubercoli, sulle cui sommità si trovano areole leggermente infossate, inizialmente ricoperte da una lanugine chiara. Da queste emergono spine giallastre o giallo-grigiastre, generalmente costituite da 1-3 spine centrali robuste, lunghe fino a circa 8 cm, e 4-6 spine radiali più sottili. Nelle porzioni apicali dei fusti maturi le spine possono inoltre diventare più numerose, sottili e flessibili rispetto a quelle degli esemplari più giovani.
La fioritura avviene generalmente in estate e si manifesta solo in esemplari maturi e ben sviluppati, solitamente quando la pianta supera circa 1 m di altezza. I fiori, che si sviluppano nelle porzioni superiori dei fusti, sono tubolari e di colore bianco, con un diametro fino a circa 5 cm. Si aprono durante la notte e possono emanare un profumo leggero e dolce. Il tubo fiorale è ricurvo e scuro, spesso di tonalità porpora o marrone violaceo, con squame sovrapposte lungo la superficie. Dopo l’impollinazione si formano piccoli frutti secchi, generalmente globosi e con un diametro di circa 2,5 cm, contenenti numerosi semi scuri.
Coltivazione:
Specie generalmente di facile coltivazione, presenta una crescita piuttosto lenta.
Necessita di un substrato molto drenante, fondamentale per evitare ristagni idrici che possono causare marciumi radicali. È consigliabile utilizzare un terreno specifico per cactacee, preferibilmente minerale e leggero, composto da terriccio universale mescolato con sabbia grossolana, pomice, lapillo o altri materiali inerti.
Le irrigazioni vanno somministrate solo quando il substrato è completamente asciutto, poiché le radici sottili e fibrose sono sensibili all’umidità prolungata e ai ristagni idrici. Durante la stagione vegetativa, le annaffiature possono essere effettuate indicativamente ogni 10-14 giorni. Con l’arrivo dell’autunno le irrigazioni devono essere progressivamente ridotte e sospese quasi completamente in inverno.
Necessita di molta luce e predilige un’esposizione in pieno sole. Può essere coltivata all’aperto in posizione molto luminosa e ben arieggiata, oppure in ambiente domestico collocandola vicino a finestre esposte a sud o ovest. Gli esemplari giovani è preferibile acclimatarli gradualmente alla luce diretta per evitare scottature, mentre le piante adulte tollerano bene l’irraggiamento solare prolungato. Durante il periodo di riposo invernale è consigliabile mantenere la pianta in un luogo luminoso, fresco e asciutto. Può tollerare brevi cali di temperatura fino a circa -5 °C, anche se in coltivazione è preferibile non scendere sotto 5 °C.
È consigliabile utilizzare un fertilizzante specifico per cactacee, povero di azoto, da somministrare una volta al mese diluito nell’acqua di irrigazione. Durante l’autunno e l’inverno, quando la pianta entra in riposo vegetativo, la concimazione deve essere sospesa.
Va rinvasata solo quando necessario, generalmente ogni 2-3 anni, preferibilmente all’inizio della primavera, quando riprende la crescita vegetativa. È preferibile scegliere un vaso ben drenante e leggermente più grande del precedente.
Non è considerata una specie tossica per l’uomo o per gli animali domestici. Tuttavia, è opportuno maneggiare la pianta con attenzione a causa delle sue spine rigide e appuntite, che possono causare ferite o irritazioni cutanee. Durante le operazioni di rinvaso o manutenzione è consigliabile dotarsi di guanti protettivi.
È generalmente una specie robusta e poco soggetta a problemi. Può tuttavia essere occasionalmente attaccata da alcuni parassiti comuni alle cactacee, come ragnetto rosso e cocciniglie, talvolta presenti sulle parti aeree tra le areole lanose oppure sulle radici, dove risultano meno visibili. Tra le patologie, il problema più frequente è rappresentato dai marciumi, generalmente causati da ristagni idrici o da un’eccessiva umidità durante il periodo di riposo.
Un consiglio: per via della crescita verticale e del peso che può raggiungere con il tempo, è preferibile coltivare la pianta in vasi profondi e stabili, preferibilmente in terracotta, che garantiscono maggiore stabilità alla pianta e favoriscono una migliore traspirazione del substrato.
Propagazione:
Si propaga quasi esclusivamente per seme. La semina si effettua generalmente in primavera, quando le temperature sono miti, utilizzando vasi con un substrato sabbioso fine e ben drenante, mantenuto leggermente umido e in posizione luminosa ma non esposta al sole diretto. Le giovani plantule devono essere lasciate indisturbate fino a quando non sviluppano un apparato radicale sufficientemente stabile; solo successivamente possono essere trapiantate in piccoli contenitori individuali.
Curiosità:
Browningia hertlingiana è conosciuta anche con il nome comune di “Blue Cereus” per via della caratteristica colorazione blu-turchese dei suoi fusti, una tonalità piuttosto rara tra le cactacee. Questo colore è dovuto a una sottile patina cerosa che ricopre l’epidermide e contribuisce a proteggere la pianta dalla forte radiazione solare e dalla perdita d’acqua negli ambienti aridi in cui cresce.
Sito Web Ufficiale:
www.giromagi.com
Wholesale:
www.giromagicactusandsucculents.com