Bursera

Bursera fagaroides

Bursera fagaroides

Bursera fagaroides bonsai

Bursera fagaroides bonsai – dagli archivi Wikimedia Commons

Genere Bursera
Famiglia Burseraceae
Habitat America centro-meridionale
Coltivazione Scegliere un’esposizione in pieno sole e fare molta attenzione alle basse temperature. Generalmente vogliono un ambiente sopra i 6-8°C e innaffiature regolari in primavera e estate.
Curiosità Prende il nome dal botanico Joachim Burser, nato in Germania e vissuto in Danimarca negli anni fra il 1583 e il 1639.

Bursera: caratteristiche salienti

 

Il genere Bursera comprende circa un centinaio di specie diffuse in varie zone delle Americhe, indicativamente dagli Stati Uniti meridionali fino all’Argentina.

Sono piante che si sono sviluppate negli habitat tropicali e nelle foreste temperate. Sono arbusti fioriti e alberelli di dimensioni molto variabili, anche fino a 25 mt. Le foglie sono caduche.
Fino a poco tempo fa si consideravano in questo genere anche alcune specie provenienti dalle fasce tropicali dell’Asia, oggi invece ricomprese nel genere Protium.

Fra le succulente propriamente dette rientra una specie, la B. fagaroides, che ha sviluppato un caudice (un rigonfiamento alla base del tronco) che la rende capaci di sopravvivere a lunghi periodi di siccità.

Una curiosità sulla B. fagaroides è che, anche se è una pianta alta alcuni metri, si presta anche ad essere coltivata come un bonsai e questa caratteristica ha sicuramente contribuito alla sua diffusione in commercio.

Bursera fagaroides, dettaglio

Bursera fagaroides, foto dagli archivi Wikimedia Commons

 

Varietà e Tipologie

Delle tante specie del genere Bursera, come già detto fra le succulente annoveriamo la:
Bursera fagaroides,

detta anche “albero elefante” proprio per il grosso caudice alla sua base, che ricorda la zampa di un elefante

Vi invitiamo, come sempre, a cercarla nel nostro shop on line.

Consigli per la coltivazione

Ecco i nostri consigli di coltivazione:

  • ESPOSIZIONE: Predilige un’esposizione in pieno sole.
  • TEMPERATURA: Fare molta attenzione alle basse temperature. In caso di brevi gelate alcuni esemplari sopravvivono anche con pochi gradi sotto lo 0, ma generalmente vogliono un ambiente sopra i 6-8°C.
  • INNAFFIATURE: Annaffiare regolarmente ogni 2-3 giorni in primavera ed estate. Con l’autunno, sospendere le innaffiature per tutto il periodo del riposo vegetativo, quando la pianta perderà le sue foglie. Durante questo periodo si può ricorrere, se il caudice sembra svuotarsi troppo, ad alcune vaporizzazioni.
  • TERRENO: Utilizzare un mix con il 50% di terriccio fertile e il 50% di inerti (sabbia, ghiaia) così da avere un terreno sufficientemente drenante e al tempo stesso nutriente.
  • CONCIMAZIONE: Concimare con parsimonia (non più di una volta al mese e con la metà delle dosi indicate sulla confezione) solo durante il periodo vegetativo, con un composto per piante verdi.
  • RINVASO: Se si decide di far crescere la pianta in forma di bonsai, fare molta attenzione agli eventuali rinvasi, che non dovranno dare modo alle radici di espandersi troppo.
  • RIPRODUZIONE: Generalmente si procede con la moltiplicazione per seme, mentre la talea di ramo è possibile, ma difficile da fare attecchire.