Caralluma

Caralluma foetida, immagine dagli archivi Wikimedia Commons

Genere Caralluma
Famiglia Apocynaceae (o Stapelieae, secondo la classificazione usata)
Habitat La maggior parte delle specie sono originarie del continente africano ma se ne trovano anche in alcune aree dell’Asia e del Medio Oriente
Coltivazione Relativamente semplice: fate attenzione a non lasciare mai la pianta a temperature sotto i 6-8°C e a non eccedere con l’acqua, per non far marcire le radici.
Curiosità Il nome Caralluma deriva dalle parole arabe “qahr al-luhum”, che possono significare “ferita nella carne”. Si riferisce, infatti, all’odore decisamente sgradevole emanato dai fiori di Caralluma, simili, in questo, ai suoi parenti del genere Stapelia.

Le Caralluma: caratteristiche salienti

 

Il genere Caralluma comprende circa 120 specie originarie perlopiù di varie zone dell’Africa e spesso conosciute per le loro proprietà medicinali.

Il fusto è carnoso, di un colore verde acceso, suddiviso in tubercoli dai quali spuntano ciuffi di foglie trasformate in spine. Ricorda, vagamente, quello di una cactacea e raggiunge dimensioni molto diverse a seconda della specie e dell’età.

Come le Stapelie, delle quali sono parenti stretti, rientrano fra le cosiddette “stelle del deserto” famose tanto per la loro bellezza quanto per l’odore nauseabondo dei loro fiori. I fiori sono infatti carnosi, a forma di stella a cinque punte e di colori tendenzialmente scuri (neri, viola, marroni, rossi, spesso screziati anche con diverse tonalità di giallo).

Alcune specie di Caralluma hanno steli commestibili e, in certi casi, con proprietà medicinali. In particolare, alcuni sono collegati alla diminuzione dell’appetito e sono per questo proposti in alcune diete.

Caralluma lutea

Caralluma lutea,dal nostro shop online

 

Varietà e Tipologie

Ecco, qui di seguito, le varietà più comuni o più famose di Caralluma.

Vi invitiamo, come sempre, a cercarli nel nostro shop on line – sezione Caralluma.

Caralluma stalagmifera

Caralluma stalagmifera, immagine dagli archivi Wikimedia Commons

Caralluma acutangola
C. adscendens (detta anche C. fimbriata)
C. burchardii
C. crenulata
C. dummeri
C. edulis
C. europaea
C. foetida
C. forskohlii
C. frerei

C. hesperidum
C. hexagona
C. joannis
C. lutea
C. penicillata
C. retrospiciens
C. socotrana
C. somalica
C. speciosa
C. stalagmifera

Consigli per la coltivazione

Qui di seguito i nostri consigli di coltivazione per le Caralluma:

  • ESPOSIZIONE: Con alcune differenze secondo le specie, si consiglia una posizione molto luminosa ma riparata dai raggi diretti del sole nelle ore più calde della giornata o leggermente ombreggiata.
  • TEMPERATURA: Prosperano in climi molto caldi mentre reggono male il freddo. Assicurarsi che la temperatura resti sempre al di sopra dei 6-8°C.
  • INNAFFIATURE: Annaffiare con estrema parsimonia: in estate, procedere con annaffiature abbondanti ma poi lasciare il terreno secco per 1-2 giorni prima di procedere con la bagnatura successiva. In inverno saranno sufficienti annaffiature sporadiche, all’incirca una volta al mese e facendo sempre attenzione a che siano piuttosto leggere.
  • TERRENO: Si può utilizzare un terreno per piante grasse oppure un mix con il 50% di torba e il 50% di inerti. Deve essere mediamente nutriente e molto ben drenante.
  • CONCIMAZIONE: Concimare con un prodotto povero di azoto una volta all’anno, a primavera, prima della fioritura.
  • RINVASO: Da farsi all’inizio della primavera, facendo attenzione a non ferirsi le mani. Preferire vasi in terracotta che permettono al terreno di respirare e asciugarsi meglio.
  • RIPRODUZIONE: Relativamente semplice sia da talea che per semina. Come talea, si possono usare rametti avendo cura solo di far seccare completamente la ferita prima di interrarla (possono servire anche alcuni giorni). Il seme andrà invece posto in un terreno simile a quello della normale coltura e mantenuto in luogo caldo e umido, lontano dal sole diretto.