Cleistocactus strausii
Genere:
Cleistocactus
Famiglia:
Cactaceae
Habitat:
Cleistocactus strausii è originario delle regioni montuose dell’America meridionale, in particolare della Bolivia meridionale, soprattutto nel Dipartimento di Tarija, e delle aree limitrofe dell’Argentina nord-occidentale. La specie cresce spontaneamente tra circa 1.700 e 2.700 metri di altitudine, ma in alcune aree può essere presente anche a quote superiori. Il suo habitat è costituito da versanti rocciosi e ripide pareti montane in ambienti aridi o semi-aridi, dove il suolo è povero di materia organica e fortemente drenante.
Sinonimi:
Borzicactus strausii
Cephalocereus straussii
Cereus strausii
Denmoza strausii
Echinopsis nothostrausii
Echinopsis strausii
Pilocereus strausii
Descrizione:
Il nome del genere Cleistocactus deriva dal greco kleistós (“chiuso”) e kaktos (“cardo” o cactus), e fa riferimento alla particolare morfologia dei fiori, generalmente tubolari e che spesso rimangono parzialmente chiusi senza aprirsi completamente. L’epiteto specifico strausii è invece dedicato a L. Strauß, orticoltore e collezionista di piante tedesco attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
Cleistocactus strausii è una cactacea a portamento arbustivo con fusti eretti, sottili e colonnari che ramificano alla base formando gruppi compatti di colonne parallele, simili a un candelabro. In natura i fusti possono raggiungere anche 2-3 metri di altezza, con un diametro generalmente compreso tra 5 e 8 cm, mentre in coltivazione restano spesso più contenuti. Di colore grigio-verde o verde chiaro, presentano circa 25-30 coste longitudinali poco profonde, densamente ricoperte da areole bianche e lanose. Da ciascuna areola si sviluppano numerose spine: solitamente quattro spine centrali giallastre o giallo-brune, più lunghe, accompagnate da 20-40 spine radiali più sottili, bianche e setolose. L’insieme di queste spine forma una fitta copertura che avvolge quasi completamente il fusto, conferendo alla pianta il caratteristico aspetto argentato e lanoso che la distingue.
Fiorisce generalmente dalla tarda primavera alla fine dell’estate, ma solo negli esemplari maturi, che di solito superano i 40-45 cm di altezza o hanno dai 10 anni in su. I fiori, lunghi circa 6-8 cm, sono tubolari, stretti e allungati. Sono caratterizzati da un colore rosso intenso, rosso porpora o rosso-bordeaux, e sporgono orizzontalmente dai fusti nella loro parte superiore. Il fiore, spesso solo parzialmente aperto, presenta un tubo fiorale densamente ricoperto da sottili peli setosi e spesso. Nel suo habitat naturale questi fiori sono adattati all’impollinazione da parte di uccelli come i colibrì. Dopo l’impollinazione si sviluppano piccoli frutti globosi o leggermente piriformi, di colore rosso, con un diametro fino a circa 2 cm, contenenti numerosi semi minuti.
Coltivazione:
Questa specie risulta piuttosto semplice da coltivare e presenta una crescita moderatamente rapida.
Necessita di un substrato molto drenante e leggero, simile ai terreni poveri e rocciosi del suo habitat naturale. È consigliabile utilizzare un terriccio specifico per cactacee arricchito con materiali inerti come sabbia grossolana, pomice, lapillo o ghiaia fine, che favoriscono il rapido deflusso dell’acqua.
Durante il periodo vegetativo, dalla primavera alla fine dell’estate, si annaffia solo quando il substrato è completamente asciutto, bagnando il terreno a fondo e lasciandolo poi asciugare prima dell’irrigazione successiva. È preferibile evitare eccessi d’acqua, poiché i ristagni possono provocare marciumi radicali. In autunno le annaffiature vanno ridotte, mentre in inverno, durante il riposo vegetativo, devono essere sospese o limitate a un intervento ogni uno o due mesi.
Predilige un’esposizione molto luminosa e soleggiata. In coltivazione cresce al meglio in pieno sole, con almeno 5-8 ore di luce diretta al giorno. Specialmente in climi molto caldi, può essere utile una leggera ombreggiatura nelle ore più torride del pomeriggio. Questa specie si adatta bene a climi asciutti e può tollerare occasionali brevi abbassamenti della temperatura anche sotto lo zero; tuttavia, in coltivazione è consigliabile proteggerla dal gelo intenso e prolungato. In ambienti interni è preferibile collocarla in una posizione molto luminosa, ad esempio vicino a una finestra esposta a sud.
In primavera e in estate è possibile somministrare circa una volta al mese un fertilizzante specifico per cactacee e succulente, preferibilmente povero di azoto e diluito nell’acqua di irrigazione.
Va rinvasato solo quando necessario, generalmente ogni 2-3 anni, quando le radici hanno occupato completamente il vaso o il substrato risulta ormai impoverito. L’operazione si effettua preferibilmente all’inizio della primavera, all’avvio del periodo vegetativo. È consigliabile utilizzare un contenitore leggermente più grande del precedente riempito con un substrato molto drenante.
Non è considerato una pianta tossica per l’uomo o per gli animali domestici. Presenta tuttavia numerose spine sottili e appuntite che possono provocare irritazioni o piccole ferite al contatto. È quindi consigliabile maneggiare la pianta con attenzione, utilizzando eventualmente guanti protettivi, soprattutto durante operazioni di rinvaso o propagazione.
Si tratta di una specie piuttosto robusta. Il problema più comune è rappresentato dai marciumi radicali o del fusto, causati da eccessi di umidità o ristagni idrici. Tra i parassiti possono comparire occasionalmente cocciniglie, in particolare quelle cotonose che si annidano tra le areole e alla base delle spine, oltre ad acari o afidi in condizioni di coltivazione non ottimali.
Un consiglio: è bene assicurare sempre alla pianta un’esposizione molto luminosa. In condizioni di scarsa luce i fusti tendono infatti ad allungarsi e assottigliarsi, con spine meno dense e più distanziate e una colorazione più pallida.
Propagazione:
Può essere propagato per seme o per talea di fusto. La moltiplicazione per seme si effettua generalmente in primavera, distribuendo i semi su un substrato leggero e ben drenante e mantenendo un ambiente leggermente umido e protetto fino alla germinazione, così da favorire lo sviluppo delle giovani piantine. La propagazione per talea consiste invece nel prelevare un segmento di fusto o un pollone basale con una lama pulita e affilata. La talea va lasciata asciugare per alcuni giorni in luogo ombreggiato affinché la ferita cicatrizzi, quindi può essere posta in un substrato per cactacee ben drenante. L’emissione delle radici avviene generalmente nell’arco di alcune settimane.
Curiosità:
Cleistocactus strausii è comunemente conosciuto con il nome di “silver torch cactus” (cactus torcia d’argento) per l’aspetto caratteristico dei suoi fusti, ricoperti da una fitta peluria di spine bianche e setolose che conferiscono alla pianta una brillante colorazione argentata.
Sito Web Ufficiale:
www.giromagi.com
Wholesale:
www.giromagicactusandsucculents.com