Crassula

Genere Crassula
Famiglia Crassulaceae
Habitat Sudafrica, zone aride dell’Africa Meridionale
Coltivazione Le oltre 300 specie del genere Crassula richiedono poche cure culturali: sole pieno, acqua abbondante in estate e progressivamente ridotta in autunno e inverno, un terreno poroso.
Curiosità Dal suo nome si potrebbe dire che sia la “pianta grassa” per eccellenza: il suo nome deriva infatti dal latino crassus, cioè grasso. La crassula è una pianta di poche pretese ma con un’alta forza vegetativa: per questo, è talvolta utilizzata in ambienti chiusi per la depurazione dell’aria, che viene filtrata eliminando sostanze dannose.

La Crassula: caratteristiche salienti

 

Le piante del genere Crassula sono succulente arbustive, sempreverdi, con foglie spesse e carnose, spesso di colore scuro, che ne rappresentano la caratteristica principale. Sia le foglie che i fusti svolgono la funzione di immagazzinare acqua tipica delle succulente. Le foglie sono dotate di una leggera peluria che la difende dai raggi diretti del sole.

Vivono bene un po’ in tutte le condizioni: appartamenti, serre o giardini e anche per questo sono molto diffuse. Ve ne sono molte specie e varietà che si adattano alle più diverse esigenze ornamentali; la maggior parte crescono in altezza e tante arrivano ad assomigliare ad alberelli dell’altezza anche di un paio di metri. Non mancano però specie striscianti, rampicanti o a cespuglio.

A seconda della specie, la fioritura avviene tra marzo e settembre. Spuntano fiori a cinque petali disposti a forma di stella, tendenzialmente di piccole dimensioni, bianchi o rosa, spesso raccolti in infiorescenze. Tendenzialmente, però, questa pianta viene scelta per la sua forma e il suo fogliame più che per le sue fioriture.

Per via delle sue basse pretese di coltivazione e l’alto potere depurativo delle sue foglie, la crassula viene talvolta utilizzata in ambienti chiusi e che presentano condizioni particolarmente a rischio per filtrare l’aria da sostanze nocive.

Varietà e Tipologie

Si parla di oltre 300 tipologie di Crassula in commercio. Queste sono alcune fra le più diffuse o le più curiose:

• CRASSULA ARBORESCENS – molto ramificata, come dice il nome ricorda un piccolo alberello per la sua struttura.
• CRASSULA PERFORATA – lo foglie sono molto piccole, grigio-verdi e ricoperte da macchioline rossastre. Hanno forma triangolare e sono rivolte verso l’alto.
• C. rupestris.
• C. portulacea
• C. falcata
• C. Ovata
• C. Lactea
• C. Capitella
• C. Morgan
• C. pyramidalis
• C. barklyi
• C. exilis picturata
• C. deceptor
• C. Buddha’s Temple
• C. perfossa
• C. pyramidalis
• C. Barklyi
• C. coralita
• C. estagnol
• C. Justus corderoi
• C.marnieriana socialis
• C. lycopodiedes springtime
• C. Quadrangula

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Consigli per la coltivazione

Le crassule non hanno bisogno di molte attenzioni per crescere bene. Le differenze fra le varie specie sono molte, ma vediamo qui le istruzioni comuni a tutte le varietà.

  • L’esposizione migliore è in pieno sole o comunque in zona molto luminosa.
  • Essendo originarie dell’Africa Meridionale, hanno bisogno di temperature alte. Non dovrebbero mai scendere sotto i 7 °C.
  • Poiché è una pianta a crescita rapida e robusta, ha una buona tolleranza durante le innaffiature, ad esempio ad eventuali innaffiature in eccesso o troppo scarse. Si raccomanda di annaffiarla quando il terreno è secco, indicativamente ogni 2-3 giorni quando il clima è più caldo. Innaffiature leggermente più frequenti in primavera possono favorire la fioritura. In autunno e inverno le innaffiature possono essere ridotte fino ad essere completamente sospese.
  • Il terreno per le crassule deve essere poroso e ben drenante perché, al pari di tante altre succulente, soffre molto dei ristagni di acqua. La concimazione può essere fatta una sola volta al mese durante primavera ed estate.
  • Le necessità di rinvaso possono variare anche molto secondo la specie considerata.

La moltiplicazione di questa pianta può avvenire sia tramite talea che per seme.

Per talea, si suggerisce di tagliare tutto un rametto di circa 8 cm di lunghezza, già dotato di foglie. Dopo aver lasciato seccare la ferita all’aria, si può piantare la talea in un vaso con terreno molto umido. Quando la talea comincia ad emettere le nuove radici, potrà essere trapiantata nel suo vaso definitivo.

Se si ricorre al seme, invece, si ricorda che il vasetto con i semi deve rimanere all’ombra per poter germogliare nelle condizioni migliori.