Cyphostemma

Genere Cyphostemma
Famiglia Vitaceae
Habitat Habitat Madagascar e altre zone dell’Africa Meridionale
Coltivazione Richiede esposizione in pieno sole ma ha una buona resistenza agli sbalzi di temperatura. Richiede terreno sabbioso e innaffiature ogni 3-4 giorni solo nel periodo vegetativo.
Curiosità Il suo nome deriva dalle parole greche kyphos, cioè gobba, e stemma, cioè corona. La “gobba” a cui si fa riferimento è il caudice, che è particolarmente evidente e ingrossato in queste piante; la corona, invece, sono le foglie che crescono sul suo apice, disponendosi a corona.

La Cyphostemma: caratteristiche salienti

 

Le piante del genere cyphostemma sono prevalentemente piante arbustive, originarie del Madagascar e di altre aree dell’Africa soprattutto meridionale, caratterizzate dalla presenza di un caudice molto evidente.

Si definisce caudice il fusto legnoso della pianta che si è adattato a trattenere l’acqua per resistere nei climi aridi; a livello estetico, lo si riconosce perché ha una forma ingrossata, talvolta gibbosa (proprio come la “gobba” a cui fa riferimento la parola cyphostemma).

Nelle cyphostemma il caudice è sormontato da una chioma fitta di foglie dalla forma generalmente allungata (ovali o lanceolate), che spuntano in primavera e sono destinate a cadere con l’arrivo dell’autunno, lasciando a nudo il caudice. Talvolta sono spesse, con una consistenza che si avvicina a quella del cuoio.

In natura alcune cyphostemma possono raggiungere i due-tre metri di altezza e uno di diametro del fusto; se coltivate in vaso però si mantengono su dimensioni decisamente più contenute.
I fiori sono piccoli, di colore giallo o verde, e non rivestono una grande attrattiva.

Varietà e Tipologie

Le piante del genere Cyphostemma appartengono alla famiglia delle Vitaceae insieme ai generi Cissus (che comprende altre piante succulente) e Vitis (che comprende anche piante non succulente, come la vite comune).

Fino ad alcuni anni fa venivano fatte rientrare all’interno del genere Cissus; oggi nel genere Cissus restano invece principalmente le piante senza caudice, mentre quelle che ne sono dotate sono state riclassificate in questo nuovo genere.
Queste sono le principali specie reperibili in commercio:

Cyphostemma Cirrhosum
C. Uter v.Macrocarpus
C. Adenocaule
C. Bainesii
C. Betiforme – originaria della Somalia
C. Currorii
C. Elephantopus
C. Humile – la sua peculiarità è quella di avere il fusto completamente interrato; il caudice, quindi, non è visibile.
C. Juttae – la più coltivata; in alcune zone del sud Italia resiste anche se piantata all’aperto.
C. Laza – originaria del Madagascar
C. Betiforme

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Consigli per la coltivazione

Questi i principali consigli per coltivare le succulente del genere cyphostemma:

  • L’esposizione migliore è in pieno sole ma occorrerà in tal caso riparare la pianta nelle ore più calde della stagione estive. L’alternativa è posizionare la pianta in un ambiente molto luminoso, ma non sotto i raggi diretti del sole.
  • Le cyphostemma sono piante piuttosto resistenti agli sbalzi di temperatura e, se il terreno è ben secco, gli esemplari adulti possono resistere anche a brevi periodi con temperature poco sopra o poco sotto lo zero. Le piante giovani, invece, devono restare sopra i 10-15 °C.
  • In primavera ed in estate le annaffiature devono essere regolari ogni 3-4 giorni, lasciando asciugare bene il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. In inverno le innaffiature possono essere sospese del tutto se le piante sono coltivate in casa o spostate in una serra fredda.
  • La concimazione può essere fatta una volta ogni 20 giorni circa nel periodo vegetativo, diluendo un prodotto specifico per succulente nell’acqua delle innaffiature.
  • Il terreno ideale è sabbioso, molto drenante ma non molto ricco.
  • Sono piante a crescita lenta perciò non importa procedere tutti gli anni con il rinvaso: una volta ogni 2-3 anni è sufficiente.

Per la moltiplicazione della pianta si può ricorrere sia ai semi che a una talea di ramo. Sia i semi che la talea andranno posti in un terreno sabbioso da mantenere leggermente umido e in posizione riparata dai raggi diretti del sole.

Se decidete di ricorrere alla semina, considerate che i tempi di germinazione sono molto lunghi. È bene seminare a giugno sapendo già di dover attendere alcuni mesi prima di avere la piantina.
Per la talea, invece, l’accortezza principale da considerare è quelli di lasciar seccare molto bene la ferita prima di piantarla (il taglio potrebbe impiegare qualche giorno prima di seccarsi).