Echeveria agavoides ‘Romeo’

Genere:

Echeveria

Famiglia:

Crassulaceae

Habitat:

Echeveria agavoides ‘Romeo’ è una cultivar derivata da una mutazione di Echeveria agavoides, selezionata per la prima volta nel vivaio di G. Köhres in Germania. La specie tipo, Echeveria agavoides, è invece originaria del Messico nord-orientale e sud-occidentale, dove cresce spontaneamente in ambienti aridi e soleggiati, come pendii rocciosi e zone semi-desertiche, caratterizzati da suoli poveri e precipitazioni scarse.

Sinonimi:

Non sono registrati sinonimi.

Descrizione:

Il genere Echeveria fu dedicato al botanico e illustratore messicano Atanasio Echeverría y Godoy (1771-1803), noto per i suoi contributi alla documentazione della flora del Messico. L’epiteto agavoides significa letteralmente “simile a un’Agave” e fa riferimento alla forma della rosetta e delle foglie rigide e appuntite, che ricordano quelle delle specie appartenenti al genere Agave. Il nome della cultivar ‘Romeo’ è stato probabilmente assegnato dal selezionatore.

Echeveria agavoides ‘Romeo’ è una succulenta perenne dal portamento generalmente solitario, che cresce formando una rosetta compatta e regolare, larga fino a circa 20 cm e alta fino a 10-12 cm, con un fusto molto corto o del tutto assente. Le foglie, disposte in modo fitto e spiralato, sono carnose, rigide e di forma triangolare, con un apice acuto e margini interi. Presentano inoltre una superficie liscia e priva di pruina. Nel corso dell’anno la pianta può assumere tonalità variabili dal verde rossastro al rosso intenso o rosso-violaceo, con sfumature spesso più marcate lungo i margini e all’estremità delle foglie, soprattutto quando cresce in condizioni di elevata luminosità. Con l’età tende ad accestire, dando origine a piccoli gruppi di rosette.

In questa specie, la fioritura avviene dalla primavera all’inizio dell’estate. Dalla rosetta emergono steli fiorali arcuati, lunghi fino a circa 30 cm, che portano piccoli gruppi di fiori penduli. I fiori sono campanulati, di colore rosso con apice giallo, e risultano leggermente più piccoli rispetto a quelli di altre cultivar di Echeveria agavoides. Dopo la fioritura si formano frutti secchi contenenti numerosi semi molto fini.

Coltivazione:

È una pianta di facile coltivazione, dalla crescita relativamente lenta.

Richiede un substrato molto drenante e leggero, che permetta all’acqua di defluire rapidamente ed eviti ristagni. È adatto un terriccio per succulente oppure una miscela di terriccio universale e materiali minerali come pomice, perlite o sabbia grossolana.

È importante irrigare con moderazione, lasciando asciugare completamente il substrato tra un’annaffiatura e l’altra. Durante l’irrigazione si deve evitare di bagnare direttamente la rosetta e le foglie, poiché l’acqua stagnante può favorire marciumi e malattie fungine. È inoltre fondamentale non lasciare acqua nel sottovaso, per prevenire ristagni dannosi all’apparato radicale.

Predilige un’esposizione molto luminosa, anche con luce brillante filtrata, e beneficia di alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente nelle ore più fresche. È consigliabile proteggerla dai raggi solari diretti nelle ore più calde, soprattutto durante l’estate, per evitare scottature.

Può essere concimata durante il periodo vegetativo, dalla primavera all’inizio dell’autunno, utilizzando un fertilizzante liquido bilanciato per piante succulente, diluito nell’acqua di irrigazione e somministrato ogni due o tre settimane. In inverno, quando la crescita rallenta, la concimazione va sospesa.

Va rinvasata quando necessario, preferibilmente durante la stagione calda. La pianta va rimossa con delicatezza dal vaso, eliminando il terriccio vecchio e le eventuali radici secche o danneggiate, quindi collocata in un contenitore con substrato fresco e ben drenante.

Propagazione:

La propagazione avviene principalmente per separazione dei polloni basali, quando presenti, oppure per talea di foglia o di fusto. I polloni vanno rimossi con delicatezza e lasciati asciugare per alcuni giorni, in modo che la ferita cicatrizzi, quindi posti su un substrato leggero e ben drenante. Anche le foglie sane e integre possono essere utilizzate, lasciandole asciugare prima di appoggiarle sul substrato, dove nel tempo svilupperanno nuove radici e una rosetta.

Curiosità:

In coltivazione, questa cultivar è stata talvolta commercializzata anche con i nomi ‘Red Ebony’ e ‘Taurus’.

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