Echinocereus

echino
Genere Echinocereus
Famiglia Cactaceae
Habitat Messico e sud degli Stati Uniti
Coltivazione Esposizione in pieno sole, temperature piuttosto alte, irrigazioni scarse (una volta ogni 10-15 gg): le necessità di coltivazione dell’Echinocereus ricalcano quelle di altre cactacee, una famiglia di piante decisamente poco esigenti.
Curiosità Il nome è composto dalla forma latina Echinos, cioè porcospino, e Cereus, una comune e splendida specie di cactus colonnare. L’echinocereus è quindi simile a un cereus, ma più spinoso.

L’Echinocereus: caratteristiche salienti

Gli Echinocereus sono cactacee dalla forma cilindrica. Poiché si sono sviluppati in un ambiente piuttosto vasto e con climi diversi, variano molto da specie a specie. Talvolta crescono solitari mentre altre volte si sviluppano in gruppi.Sempre secondo la specie, i fusti possono avere aspetti diversi: possono essere colonnari o striscianti, più o meno spinosi, con costolature di forme diverse. Di solito, quelli a crescita lenta tendono ad essere molto spinosi e a riunirsi in cespugli. Le spine possono essere di diverso tipo.

I fiori sono grandi, appariscenti, ed hanno colori spettacolari e molto vari: si passa del verde al giallo in tutte le tonalità, ma anche alcune tipologie di rosa o rossi intensi. La fioritura dura solitamente per tutta l’estate.

Varietà e Tipologie

Il genere Echinocereus comprende moltissime specie che si sono sviluppate a diverse altitudini e presentano caratteristiche diverse.

Una curiosità: l’Echinocereus fendleri è detto anche cactus-fragola ed ha dei frutti commestibili e gustosi.

Queste le specie ad oggi riconosciute:

 

Eccone alcune:

Echinocereus adustus
E. apachensis
E. baileyi
E. bonkerae

E. barthelowanus
E. berlandieri
E. brandegeei
E. bristolii
E. chaletii
E. chisoensis
E. chloranthus
E. cinerascens
E. coccineus
E. chrysocentrus
E. coccineus (anche nelle varianti: inermis pulchellus: paucispinus, triglochidiatus)
E. ctenoides

E. dasyacanthus
E. delaetii
E. engelmannii
E. enneacanthus (anche nella variante sarissophorus)
E. fasciculatus
E. fendleri (anche nella variante rectispinus)
E. ferreirianus
E. flaviflorus
E. grandis (anche nella variante isla san Esteban)
E. klapperi
E. knippelianus
E. Koerchersii
E. Kuenzleri

E. laui
E. leucanthus
E. lindsayi Meyran
E. lloydii
E. longisetus
E. mapimiensis
E. maritimus
E. matudae

E. nicholii
E. nivosus
E. ortegae
E. palmeri

E. pamanesiorum
E. papillosus
E. parkeri
E. pectinatus (anche nella varietà crestatus)
E. pensilis
E. pentalophus
E. pleiogonus
E. plomosus

E. polyacanthus
E. poselgeri
E. primolanatus
E. pseudopectinatus
E. pulchellus
E. rayonesensis
E. reichenbachii (anche nelle varianti perbellus e perbellus purpureus)
E. rigidissimus (anche nelle varianti crestato, rigidissimus crestato, rubrispinus, rigidissimus rubrispinus)
E. × roetteri
E. russanthus
E. sarissophorus

E. scheeri (anche nella variante obscuriensis)
E. schereri 
E. schmollii
E. sciurus
E. scopulorum
E. spinigemmatus
E. stoloniferus (anche nella varietà crestatus)
E. stramineus
E. subinermis
E. triglochidiatus (anche nelle varianti mojavensis, mojavensis inermis e surnudus)
E. viereckii
E. viridiflorus
E. websterianus
E. yavapaiensis

Consigli per la coltivazione

Con poche attenzioni, il vostro Echinocactus vi darà grandi soddisfazioni.

Vediamo insieme quali:

  • L’esposizione migliore in genere è in pieno sole, all’aria aperta. Poche specie preferiscono invece luoghi parzialmente soleggiati.
  • La resistenza al freddo cambia molto secondo la specie: quelle originarie delle altitudini maggiori infatti hanno una discreta resistenza al freddo (se perfettamente secche, reggono anche temperature di poco superiori agli 0 °C), mentre quelle che provengono da altitudini minori devono invece restare sopra ai 7-8 °C circa.
  • Le innaffiature devono essere scarse. Si innaffia solo da marzo, dopo che i boccioli della pianta sono già sviluppati, fino a ottobre. Basta una bagnatura ogni 10-15 gg.
  • Si raccomanda l’uso di terreni per cactacee e concimazioni più o meno scarse secondo la specie.
  • La velocità di crescita dipende molto dalla specie e, con essa, anche la necessità di rinvasi. Si consiglia quindi di controllare le esigenze specifiche della propria pianta o di regolarsi secondo le dimensioni raggiunte.

La riproduzione avviene per lo più per seme; in alcuni casi, però, la pianta produce polloni che possono essere utilizzati con facilità come talee, con l’unica accortezza di far seccare bene la ferita (possono servire anche 2-3 giorni) prima di piantarli in un terreno sabbioso e umido.