Echinofossulocactus

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Genere Echinofossulocactus
Famiglia Cactaceae
Habitat Messico
Coltivazione Per prosperare al meglio ha bisogno di temperature piuttosto alte, ma tollera molto bene anche il freddo: regge infatti una temperatura fino a 4°C. Si raccomanda di utilizzare vasi piuttosto stretti e di rinvasare ogni anno.
Curiosità Come per altre tipologie di cactacee, il nome deriva dal greco echìnos (porcospino) unito, in questo caso, al termine latino fossula (piccola fossa). Vedremo infatti che sono caratterizzati da solchi profondi fra le varie costolature che ne ricoprono la superficie.

L’Echinofossulocactus: caratteristiche salienti

Il genere Echinofossulocactus è facilmente riconoscibile rispetto alle altre cactacee. La forma è per lo più globosa, ma con l’età tende a diventare colonnare; il colore di solito è di un verde molto acceso.

La caratteristica che lo distingue sono i particolari solchi che ne suddividono geometricamente la superficie. L’effetto è dato dal fatto che le costolature che ha lungo il tronco, comuni anche ad altri cactus, sono particolarmente accentuate e frequenti. Così le porzioni di fusto appaiono strette, quasi lamellari.Lungo il fusto troviamo delle areole lanuginose, distribuite in forma irregolare, da cui partono spine robuste e di colore che varia dal bianco al bruno-rossiccio. Negli esemplari molto giovani, le spine possono essere addirittura più grandi del cactus stesso.

I fiori sono piccoli ma particolarmente belli: hanno forma di imbuto, colori screziati dal bianco al rosa pallido, fino al violetto, con stami centrali di colore giallo. Spuntano di solito dalla cima del cactus in gruppetti di 3, 5 o più – secondo l’età e la grandezza dell’esemplare.

 

Varietà e Tipologie

Come spesso capita nell’ambito delle succulente, molte specie sono state di recente riclassificate. Quasi tutte sono state spostate fra gli Stenocactus e di Echinocactus propriamente detti ne sono rimaste solamente due:

• Echinofossulocactus confusus
• Echinofossulocactus rosasianus

Per completezza di informazione riportiamo però l’elenco completo di tutte le specie (e delle principali varianti) anche secondo la classificazione precedente, coscienti che di solito ci si continua a riferire a queste piante come ad Echinofossulocactus.

Eccone alcune:

E. albatus
E. albatus forma cristata
E. anfractuosus
E. arrigensis
E. arrigensis forma cristata

E. caespitosus
E. coptonogonus
E. crispatus
E. crispatus forma cristata
E. crispatus var. longispinus

E. densispinus
E. erectocentrus
E. fasciculatus
E. gladiatus
E. guerraianus

E. guerraianus forma cristata
E. hastatus
E. kellerianus
E. lamellosus
E. lloydii

E. longispinus
E. macracanthus
E. multicostatus
E. multicostatus forma cristata
E. ochoterenanus

E. penthacanthus
E. phyllacanthus
E. phyllacanthus “Grandicornis”
E. phyllacanthus v violaciflorus
E. robustus

E. rosasianus
E. sp. ALBINOS
E. sp. L1564
E. sp. VARIEGATA
E. sulphureus

E. tricuspidatus
E. vaupelianus
E. vaupelianus forma cristata
E. violaciflorus
E. wippermannii

E. xiphacanthus
E. zacatecasensis

Consigli per la coltivazione

Ecco i nostri consigli per la cura dell’Echinofossulocactus:

  • L’esposizione richiesta è in pieno sole, come per la maggioranza delle cactacee.
  • L’Echinofossulocactus richiede temperature mediamente elevate (intorno ai 30°C), ma resiste piuttosto bene al freddo. La temperatura minima tollerata è di appena 4°C, purché il terreno sia completamente secco.
  • Innaffiare regolarmente una volta alla settimana in piena estate, ma facendo attenzione a che il terreno sia completamente secco fra un’innaffiatura e l’altra. Diminuire la frequenza in autunno fino a sospendere completamente le bagnature per i mesi invernali.
  • Il terreno deve essere molto poroso: un misto di torba, sabbia e inerti è ideale perché assicura un buon drenaggio e sufficiente leggerezza.
  • Concimare solo in primavera ed estate, aggiungendo un concime specifico per cactacee alle normali bagnature una volta al mese.
  • Si raccomanda di scegliere, per l’Echinofossulocactus, dei vasi appena più grandi della base della pianta. Conseguentemente, ogni anno sarà preferibile rinvasare – facendo sempre molta attenzione a non danneggiare le radici.

Come per molte cactacee, di solito si procede alla moltiplicazione per semi. I semi devono essere interrati in un terriccio sabbioso e lasciati germinare ad una temperatura di 21°C circa, in ombra.

Se alla base della pianta notate che germogliano dei polloni (piuttosto rari, a dire la verità), possono essere tagliati con una lama precedentemente sterilizzata e usati come talea.