Euphorbia aggregata f. variegata

Genere:

Euphorbia

Famiglia:

Euphorbiaceae

Habitat:

Euphorbia aggregata f. variegata è una selezione orticola ottenuta in coltivazione e non è presente in natura. Deriva dalla specie tipo Euphorbia aggregata, originaria delle aree aride del Sudafrica, in particolare della regione del Capo Orientale. In habitat la specie cresce in ambienti semidesertici e rocciosi, tra affioramenti minerali e suoli poveri ma ben drenati.

Sinonimi:

Non sono registrati sinonimi.

Descrizione:

Il genere Euphorbia deve il suo nome a Euphorbus, medico del re Juba II, che secondo la tradizione utilizzava specie del genere per le loro proprietà medicinali; la denominazione fu poi ripresa da Carl Linnaeus nel XVIII secolo. L’epiteto specifico aggregata deriva dal latino aggregatus (“riunito”, “ammucchiato”) e fa riferimento al portamento cespitoso della pianta, caratterizzata da fusti che tendono a crescere fittamente raggruppati. Infine, l’epiteto variegata (dal latino variegatus, “vario”, “screziato”) descrive la particolare colorazione dei tessuti, con variegature crema o giallastre dovute alla ridotta presenza di clorofilla in alcune porzioni della pianta.

Euphorbia aggregata f. variegata è una succulenta dal portamento nano e dioico, che tende a formare densi cuscini compatti. Presenta fusti sottili, carnosi ed eretti, fittamente ramificati dalla base, capaci di immagazzinare acqua nei propri tessuti. Con la crescita produce centinaia di apici ravvicinati, dando origine a gruppi strutturati che, negli esemplari maturi, possono superare il metro di diametro. I fusti sono cilindrici, percorsi da costolature ben definite lungo le quali si inseriscono brevi spine coriacee e appuntite. La forma variegata si distingue per la presenza di screziature crema, gialle o verde pallido distribuite irregolarmente lungo i fusti, che accentuano l’effetto ornamentale.

La specie produce le tipiche infiorescenze del genere Euphorbia, chiamate ciazi, piccole strutture che compaiono all’apice dei fusti con ghiandole di colore giallo-verdastro. La specie è dioica, quindi esistono piante maschili e piante femminili distinte. Dopo l’impollinazione, gli esemplari femminili sviluppano un piccolo frutto capsulare trilobato che, a maturità, si apre liberando semi minuti.

Coltivazione:

Facile da coltivare, questa pianta ha una crescita lenta ma regolare.

È fondamentale un substrato estremamente drenante. È indicato un terriccio a prevalenza minerale, composto da pomice, lapillo o ghiaia fine, con una minima percentuale di componente organica.

Questa pianta va irrigata con moderazione. Durante la stagione vegetativa va annaffiata solo quando il substrato è completamente asciutto, evitando ristagni idrici. In inverno le bagnature vanno ridotte al minimo fino a sospenderle.

Richiede un’esposizione molto luminosa e cresce al meglio in piena luce, tollerando anche il sole diretto. Tuttavia, rispetto alla specie tipo, le parti variegate risultano più sensibili. Nei periodi estivi è quindi preferibile proteggerla dai raggi più intensi del pomeriggio, che potrebbero causare scottature sulle zone più chiare dei fusti. In coltivazione in interno va collocata in ambienti molto luminosi, idealmente in prossimità di finestre ben esposte. Non sopporta temperature inferiori a 8–10 °C; nelle aree a clima freddo è quindi necessario ripararla in casa o in serra luminosa durante l’inverno.

Durante la stagione vegetativa è sufficiente somministrare un fertilizzante specifico per piante succulente, povero di azoto, diluito nell’acqua d’irrigazione una volta al mese. In inverno, la concimazione va sospesa.

Si rinvasa solo quando il cespo ha riempito completamente il contenitore, preferibilmente in primavera. Data la crescita lenta, l’operazione non è frequente. È consigliabile scegliere un vaso di poco più grande, dotato di fori di drenaggio, riempito con un substrato prevalentemente minerale e ben drenante.

Come le altre specie del genere, Euphorbia aggregata f. variegata contiene un lattice bianco che fuoriesce in caso di taglio. Questa sostanza può risultare leggermente irritante a contatto con pelle e mucose. È quindi consigliabile maneggiare la pianta con attenzione durante potature o rinvasi e lavarsi le mani dopo l’operazione.

È una pianta generalmente rustica e poco soggetta a problemi se coltivata in condizioni corrette. Il rischio principale è rappresentato dai marciumi radicali, favoriti da eccessi d’acqua o da substrati poco drenanti. Tra i parassiti può occasionalmente essere attaccata da cocciniglie, soprattutto in coltivazione in interno o in serra, che si annidano tra i fusti compatti.

Un consiglio: se la pianta sviluppa getti completamente verdi, è consigliabile rimuoverli tempestivamente alla base, poiché risultano più vigorosi rispetto alle parti variegate e potrebbero col tempo prevalere sulle parti variegate.

Propagazione:

Questa specie si propaga principalmente per talea di fusto, metodo semplice e affidabile che consente di mantenere le caratteristiche della variegatura. Le talee vanno prelevate durante la stagione vegetativa, lasciate asciugare per alcuni giorni affinché il taglio cicatrizzi e quindi poste su un substrato molto drenante, mantenuto appena umido fino all’emissione delle radici.

Curiosità:

In questo esemplare, la variegatura può presentarsi in modo settoriale, con fusti o porzioni di fusto che mostrano aree completamente verdi accanto a zone più chiare. Questo fenomeno è dovuto alla presenza di tessuti con diversa quantità di clorofilla all’interno della stessa pianta, rendendola una vera e propria chimera.

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