Gasteraloe ‘Spirit of 88’

Genere:

Gasteraloe

Famiglia:

Aloaceae

Habitat:

Gasteraloe ‘Spirit of 88’ è un ibrido ornamentale ottenuto in coltivazione e non è presente in natura. Le due specie madre, Gasteria verrucosa e Aloe vera, sono originarie delle regioni aride e semi-aride dell’Africa meridionale, soprattutto del Sudafrica. In questi territori le piante si sviluppano su terreni poveri, sabbiosi o sassosi, dove l’acqua defluisce rapidamente, spesso tra rocce o alla base di arbusti che offrono una leggera protezione dal sole diretto.

Sinonimi:

Non sono registrati sinonimi.

Descrizione:

Il nome Gasteraloe nasce dalla fusione di due specie, Gasteria verrucosa e Aloe vera, a indicare la natura ibrida della pianta.

Gasteraloe ‘Spirit of 88’ presenta un portamento compatto e ben strutturato, con una crescita ordinata a rosetta. Le rosette, che raggiungono generalmente i 10-15 cm di diametro, sono formate da foglie lanceolate, carnose e piuttosto rigide, disposte in modo fitto e regolare. La superficie fogliare è caratterizzata da una punteggiatura in rilievo, con piccole papille tridimensionali che richiamano l’eredità del genere Gasteria. Il colore è un verde intenso, talvolta con leggere sfumature grigio-azzurrate, arricchito da maculature e striature più chiare e da margini ben evidenziati, talvolta leggermente dentellati. Con il tempo la pianta può produrre polloni laterali, dando origine a piccoli cespi compatti.

La pianta produce, generalmente in primavera o all’inizio dell’estate, infiorescenze slanciate che emergono dal centro della rosetta. I fiori sono piccoli, tubolari e penduli, di colore rosso-aranciato, portati su lunghi steli sottili.

Coltivazione:

Si tratta di una succulenta facile da coltivare, adatta anche ai meno esperti, con una crescita lenta o moderata.

Cresce al meglio in un substrato leggero e ben drenante, fondamentale per evitare ristagni d’acqua. È indicato un terriccio specifico per piante succulente, eventualmente alleggerito con sabbia grossolana, pomice o perlite

Nei mesi primaverili ed estivi va irrigata con moderazione, bagnando il terreno solo quando risulta completamente asciutto. In autunno e in inverno è opportuno ridurre fortemente le irrigazioni.

Si adatta a diverse condizioni di luce, dalla mezz’ombra alla luce intensa. Predilige tuttavia un’esposizione luminosa, con luce diretta non eccessiva o luce indiretta. Può essere coltivata anche sotto illuminazione artificiale intensa, mentre una luce insufficiente può incidere sull’equilibrio della crescita.

In primavera e in estate, è possibile somministrare occasionalmente un fertilizzante specifico per piante succulente, diluito a basse dosi. In autunno e in inverno, la concimazione va sospesa.

Richiede rinvasi sporadici, in genere ogni due o tre anni, quando il vaso risulta ormai stretto o la pianta ha sviluppato nuovi polloni. Il momento migliore è la primavera, utilizzando un contenitore di poco più grande e un substrato ben drenante.

È considerata una pianta non tossica, risultando generalmente sicura in ambienti domestici anche in presenza di animali e bambini.

È una pianta resistente che raramente presenta problemi se coltivata in condizioni adeguate. Quelli più comuni derivano da un’eccessiva umidità del substrato, che può causare marciumi. Tra i parassiti, può occasionalmente essere attaccata da cocciniglie o afidi, soprattutto in ambienti chiusi e poco arieggiati.

Propagazione:

Si propaga principalmente per via vegetativa, attraverso la separazione dei polloni che la pianta produce alla base con il tempo. I germogli laterali possono essere staccati delicatamente e lasciati asciugare per uno o due giorni prima della messa a dimora, così da favorire la cicatrizzazione del taglio. La propagazione da seme è poco comune e raramente praticata, poiché non garantisce il mantenimento delle caratteristiche della cultivar.

Curiosità:

Una delle caratteristiche più interessanti di questa cultivar è la sua spiccata variabilità cromatica. In base alle stagioni e al grado di esposizione solare, infatti, il fogliame può infatti virare verso tonalità più scure, tendenti al bruno o quasi al nero, arricchite da sottili striature grigiastre.

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