Kalanchoe beharensis cv. Maltese Cross
Genere:
Kalanchoe
Famiglia:
Crassulaceae
Habitat:
Kalanchoe beharensis cv. Maltese Cross è una cultivar di origine vivaistica, selezionata per le sue caratteristiche ornamentali. La specie tipo, Kalanchoe beharensis, è originaria del Madagascar meridionale, dove cresce in ambienti caldi e asciutti, spesso poveri di vegetazione, dove il suolo è sassoso o sabbioso e le piogge sono irregolari. Da queste condizioni derivano alcuni adattamenti ben visibili anche nella cultivar, come le foglie carnose e ricoperte da una fine peluria vellutata.
Sinonimi:
Non sono registrati sinonimi.
Descrizione:
Il nome del genere Kalanchoe deriva probabilmente dal termine cinese “Kalan Chauhuy”, che significa “ciò che cade e cresce”, un riferimento al curioso modo in cui alcune specie si moltiplicano formando piccole piantine lungo i bordi delle foglie, destinate a staccarsi e a dare origine a nuove piante. L’epiteto specifico beharensis richiama la regione di Behara, nel Madagascar meridionale, da cui proviene la specie tipo. Il nome della cultivar “Maltese Cross” si ispira invece alla croce di Malta, richiamata dalla particolare disposizione e dalla forma delle foglie.
Kalanchoe beharensis cv. Maltese Cross è una succulenta arbustiva di grandi dimensioni. Ha un fusto eretto, legnoso e ramificato, che può raggiungere fino a 2 metri di altezza e 12 cm di diametro e una corteccia resinosa, di colore verde grigiastro, segnata da evidenti cicatrici fogliari. Le foglie, grandi e carnose, sono triangolari e irregolari, con margini dentati e un apice leggermente appuntito; portate su un picciolo evidente, tendono a disporsi in modo ordinato attorno all’asse centrale, creando una configurazione geometrica che richiama la forma di una croce di Malta, da cui il nome della cultivar. La superficie fogliare è completamente ricoperta da una fine peluria setosa grigiastra, che rende le foglie vellutate al tatto e ne attenua il colore, variabile dal verde chiaro al verde argentato.
La fioritura di questa cultivar è piuttosto rara e si manifesta soprattutto su esemplari adulti. I fiori compaiono all’apice dei fusti, riuniti in infiorescenze ramificate, e sono piccoli e discreti, con una forma allungata e una colorazione che varia dal giallo al rosso-aranciato. Dopo la fioritura possono formarsi piccoli frutti secchi contenenti numerosi semi molto fini.
Coltivazione:
La pianta ha una crescita lenta ma è facile da coltivare.
Il terreno ideale è leggero e altamente drenante, in grado di evitare ristagni idrici dannosi per l’apparato radicale. Si presta bene un substrato con una buona componente minerale o sabbiosa, eventualmente bilanciato da una piccola parte organica. È indicato l’utilizzo di un vaso forato, che permetta il corretto deflusso dell’acqua in eccesso.
Le irrigazioni devono essere moderate, lasciando asciugare completamente il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Durante il periodo di crescita le bagnature possono essere leggermente più regolari, mentre nei mesi più freddi vanno fortemente ridotte fino a sospenderle quasi del tutto.
Predilige una posizione molto luminosa, con abbondante luce solare durante gran parte della giornata; nei periodi più caldi è tuttavia consigliabile evitare il sole diretto nelle ore centrali, che potrebbe stressare la pianta. Tollera temperature miti, ma non sopporta il freddo intenso: al di sotto degli 8 °C inizia a soffrire, motivo per cui nei periodi più freddi è preferibile collocarla in un ambiente riparato o in casa.
Per quanto riguarda la concimazione, durante la stagione vegetativa è sufficiente intervenire saltuariamente con un concime specifico per piante succulente, diluito a basse concentrazioni. Durante l’inverno, la concimazione va sospesa.
Il rinvaso va effettuato solo quando l’apparato radicale ha occupato completamente il contenitore, indicativamente ogni 2-3 anni. È consigliabile intervenire in primavera, scegliendo un vaso leggermente più grande del precedente e sempre dotato di fori di drenaggio.
Non richiede particolari precauzioni; è tuttavia consigliabile maneggiarla con una certa attenzione durante potature e rinvasi, poiché il fusto reciso può emettere una linfa potenzialmente irritante per le pelli più sensibili.
È generalmente una pianta robusta e poco soggetta a problemi. Può occasionalmente essere interessata da parassiti comuni delle piante succulente, come cocciniglie o afidi, facilmente individuabili sulle foglie o lungo il fusto. Tra le problematiche più comuni rientrano invece i marciumi, legati a eccessi di umidità o ristagni d’acqua, che possono compromettere l’apparato radicale.
Un consiglio: è bene lasciare spazio alla pianta per svilupparsi, poiché questa specie tende nel tempo a crescere in altezza e ad allargare la chioma. L’uso di un vaso proporzionato alle sue dimensioni e la rotazione periodica del vaso sono buoni accorgimenti da adottare a questo proposito.
Propagazione:
La propagazione è semplice e si effettua facilmente tramite talea, prelevando porzioni di fusto o singole foglie sane. Dopo il taglio è consigliabile lasciare asciugare la parte recisa per alcuni giorni, così da favorire la cicatrizzazione, prima di adagiarla su un substrato leggero e ben drenante.
Curiosità:
Alcune foglie di Kalanchoe beharensis cv. Maltese Cross possono assumere sfumature bronzeo-brune in risposta a una luce intensa: si tratta di una reazione naturale di protezione, legata alla produzione di pigmenti che aiutano la pianta a difendersi dall’eccessiva esposizione solare.
Sito Web Ufficiale:
www.giromagi.com
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www.giromagicactusandsucculents.com