Lobivia chrysochete

Genere:

Lobivia

Famiglia:

Cactaceae

Habitat:

Lobivia chrysochete è originaria dell’Argentina nord-occidentale e della Bolivia dove la pianta cresce nelle praterie di alta quota e può diffondersi fino a 4700 m di altitudine.

Sinonimi:

Echinopsis chrysochete
Lobivia chrysochete var. hystrix
Lobivia chrysochete var. markusii
Lobivia chrysochete var. subtilis
Lobivia chrysochete var. tenuispina
Lobivia hystrix
Lobivia markusii
Lobivia tenuispina

Descrizione:

Lobivia chrysochete è un piccolo e bellissimo cactus appartenente alla famiglia botanica delle Cactaceae. Il cactus ha un portamento solitario e può raggiungere fino a 15 cm di altezza e 25 cm di diametro. Il fusto globoso è appiattito all’apice, è di colore verde chiaro e disposto in 20 coste separate da profonde scanalature. Le costole sono ricoperte da piccole areole biancastre e lanose che portano le spine. Le 3-5 spine centrali sono lunghe 6-8 cm, sottili, rivolte verso l’esterno e di colore da giallastro a brunastro. Le 20-30 spine radiali sono simili a quelle centrali ma più corte. La fioritura avviene dalla primavera all’estate e i germogli sono portati alla base delle costolature. I fiori sono la caratteristica più affascinante della pianta, sono imbutiformi, molto appariscenti, di colore da arancio lucido a rosso opaco, con gola stretta e biancastra. Gli stimmi sono magenta e le antere sono biancastre e si trovano al centro della gola. I fiori durano quattro giorni e la fioritura è diurna e favorita da periodi di freddo durante il riposo vegetativo. Il cactus è molto simile al genere Echinopsis ma se ne differenzia leggermente per la fioritura diurna e per la grandezza e la forma dei fiori.

Coltivazione:

Questa è una pianta a crescita rapida, facile da coltivare. L’esposizione migliore è la luce diretta del sole, quindi potete posizionarla all’aperto facendo attenzione nelle giornate più calde: l’esposizione prolungata alla luce solare diretta può causare ustioni e punti bruciati. La massima resistenza al freddo è di 5 °C quindi si consiglia di non esporre la pianta a temperature inferiori. Temperature troppo basse possono causare la rottura dello stelo o delle foglie a causa del congelamento dell’acqua all’interno dei tessuti. Temperature comprese tra 10 e 15 °C permettono alle piante di entrare in riposo vegetativo indispensabile per la fioritura dell’anno successivo. Le piante non vanno poste all’interno della casa dove temperature medie di 20 gradi impediscono il riposo vegetativo. Il terreno perfetto è un terreno ben drenato che lascia defluire l’acqua ed evita il marciume radicale. Per ottenere questa caratteristica si possono miscelare la pomice, l’argilla e il terriccio. La pomice va sempre posta sul fondo del vaso. Ricordarsi di utilizzare un vaso perforato per drenare l’acqua in eccesso. L’irrigazione può essere effettuata regolarmente durante il periodo vegetativo. In primavera e in autunno la pianta può essere annaffiata con mezzo bicchiere d’acqua ogni settimana; in estate si può annaffiare con due bicchieri d’acqua alla settimana; in inverno sospendere le annaffiature per permettere alla pianta di entrare in dormienza. Diminuire la quantità di acqua se la pianta è tenuta in casa o se il vaso è più piccolo di 12 cm. La pianta è abituata a crescere in terreni poveri, per questo motivo non necessita di abbondanti concimazioni, è sufficiente concimare una volta in primavera e una volta in estate. Se il vaso inizia ad essere troppo piccolo per la pianta, puoi rinvasarla in uno più largo di 2 cm. Il rinvaso dovrebbe essere fatto all’inizio della stagione di crescita con terriccio fresco; di solito viene eseguito ogni 3-4 anni. Fai attenzione ai ragni rossi e alla cocciniglia.

Propagazione:

La propagazione avviene solitamente per seme. Per seme è molto semplice propagare la pianta, basta mettere il seme in un terriccio sabbioso e mantenerlo con un alto tasso di umidità e alla temperatura di 21 C°. I semi germineranno in primavera in 2 settimane; quando la pianta sarà radicata non esporle alla luce diretta del sole.

Curiosità:

Il nome di questo genere è stato ottenuto anagrammando la parola Bolivia, lo stato da cui proviene la maggior parte di questa specie. Oggi è considerato parte del vasto genere Echinopsis.

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