Lophocereus schottii f. mostruosa
Genere:
Lophocereus
Famiglia:
Cactaceae
Habitat:
Lophocereus schottii f. monstruosa deriva da una mutazione naturale spontanea ed è originaria di una ristretta area della Baja California, localizzata a nord-est di El Arco, circa a metà della penisola, dove cresce in ambienti desertici estremi su suoli sabbiosi o rocciosi, con forte insolazione, temperature elevate e precipitazioni molto scarse.
Sinonimi:
Pachycereus schottii f. mostruosa
Descrizione:
Il nome Lophocereus deriva dal greco lophos, “cresta” o “ciuffo”, e da cereus, termine latino utilizzato per indicare i cactus colonnari, e fa riferimento alla caratteristica sommità setolosa dei fusti, spesso più evidente nelle piante mature. L’epiteto specifico schottii rende omaggio al botanico ed esploratore tedesco Arthur Carl Victor Schott, mentre la denominazione f. monstruosa indica una forma botanica a crescita anomala, dovuta a una mutazione naturale stabile che altera lo sviluppo dei tessuti, conferendo alla pianta il tipico portamento irregolare e contorto rispetto alla specie tipo.
Lophocereus schottii f. monstruosa è una cactacea derivata da una mutazione naturale rara in habitat, oggi ampiamente diffusa in coltivazione, che può raggiungere fino a 3-4 metri di altezza, con fusti dal diametro di circa 10-12 cm. Presenta un portamento ascendente e una ramificazione prevalentemente basale, che può conferire alla pianta un aspetto vagamente candelabriforme. I fusti, originariamente colonnari, risultano profondamente deformati dalla crescita mostruosa: le costolature risultano così indistinte o assenti e sostituite da protuberanze irregolari e bitorzolute, prive di un ordine geometrico definito. L’epidermide, liscia e leggermente cerosa, è di colore grigio-verde e appare quasi completamente priva di spine, poiché la mutazione inibisce lo sviluppo normale delle areole e dell’apparato spinoso.
La fioritura è un evento molto raro, soprattutto in coltivazione. Quando avviene, si manifesta generalmente in tarda primavera nella parte apicale dei fusti. I fiori, notturni e di breve durata, si aprono al crepuscolo e appassiscono entro poche ore o al mattino successivo; sono di colore rosa chiaro, talvolta con tonalità più pallide, e mantengono in larga parte le caratteristiche della specie tipo, pur risultando sterili nella maggior parte dei casi a causa della crescita anomala. Proprio per questo motivo, la fruttificazione è eccezionale. Generalmente, nella specie tipo, i frutti sono globosi o ovoidali, rossi e carnosi, contenenti piccoli semi neri.
Coltivazione:
Si tratta di una specie facile da coltivare, caratterizzata da una crescita lenta.
Predilige un terreno molto drenante, capace di evitare ristagni d’acqua. Il substrato ideale è leggero e minerale, ottenuto mescolando terriccio per cactus con sabbia grossolana, pomice o lapillo, per favorire aerazione e rapido deflusso dell’acqua.
Durante il periodo vegetativo la pianta può essere irrigata con regolarità, indicativamente ogni 7 giorni, avendo cura di verificare che il terreno sia completamente asciutto prima di procedere con una nuova bagnatura. Nel periodo invernale le annaffiature devono essere sospese, così da consentire alla pianta di entrare in dormienza.
La migliore esposizione è in un luogo molto luminoso, evitando però l’irraggiamento solare diretto nelle ore più calde, soprattutto in estate, quando potrebbe causare scottature. Predilige temperature miti e può tollerare minime fino a circa 6 °C; al di sotto di questa soglia inizia a soffrire, rendendo necessario lo spostamento in un ambiente asciutto e riparato durante i periodi più freddi.
La concimazione deve essere moderata e limitata al periodo vegetativo, dalla primavera all’estate. È consigliato l’uso di un fertilizzante specifico per cactus, povero di azoto, da somministrare a dosi ridotte ogni 4-6 settimane. In autunno e in inverno, la concimazione va sospesa.
Il rinvaso va effettuato solo quando necessario, indicativamente ogni 2-3 anni e preferibilmente in primavera, utilizzando un vaso forato leggermente più grande del precedente, riempito con terriccio fresco e ben drenante.
Non è considerata tossica per l’uomo né per gli animali domestici e, grazie alla quasi totale assenza di spine, risulta generalmente sicura da maneggiare
È generalmente resistente a malattie e parassiti, se coltivata correttamente. I principali problemi possono derivare da eccessi di umidità, che favoriscono l’insorgenza di marciumi radicali o del fusto. Tra i parassiti, può essere occasionalmente attaccata da cocciniglie e acari, soprattutto in ambienti chiusi e poco ventilati.
Un consiglio: è bene ruotare periodicamente il vaso durante la stagione vegetativa, così da garantire un’esposizione uniforme alla luce, aiutando a evitare sbilanciamenti e deformazioni eccessive dei fusti.
Propagazione:
La propagazione avviene esclusivamente per talea di fusto, poiché la forma mostruosa è sterile e non produce semi fertili. Il taglio può essere effettuato in primavera; la porzione prelevata va lasciata asciugare per alcuni giorni, fino alla formazione di un callo sulla superficie recisa. La talea può quindi essere collocata in un substrato ben drenante, composto da un miscuglio di sabbia, terra e pomice, mantenuto inizialmente asciutto fino all’avvenuto attecchimento.
Curiosità:
Questa forma mostruosa è una delle poche presenti anche in natura e non esclusivamente selezionata in coltivazione. In ambiente naturale non si riproduce per seme, ma si diffonde attraverso il distacco spontaneo di porzioni di fusto, capaci di radicare una volta a contatto con il suolo.
Sito Web Ufficiale:
www.giromagi.com
Wholesale:
www.giromagicactusandsucculents.com