Mammillaria spinosissima cv. Un Pico f. crestata
Genere:
Mammillaria
Famiglia:
Cactaceae
Habitat:
Mammillaria spinosissima cv. Un Pico f. crestata è una cultivar selezionata e mantenuta esclusivamente in coltivazione, non presente in natura. La specie madre proviene invece dagli altipiani aridi del Messico centrale, dove cresce su pendii rocciosi e substrati calcarei fortemente drenanti, esposti al sole e caratterizzati da forti escursioni termiche, tra i 1600 e 1900 metri di altitudine.
Sinonimi:
Non sono registrati sinonimi.
Descrizione:
Il nome del genere Mammillaria deriva dal latino mammilla, “piccola protuberanza”, in riferimento ai caratteristici tubercoli che sostituiscono le costolature nei fusti. L’epiteto specifico spinosissima significa “molto spinosa” e allude all’armatura di spine che contraddistingue la specie madre. La denominazione coltivare Un Pico richiama la presenza del singolo aculeo centrale tipico della cultivar, mentre la dicitura f. crestata indica la particolare mutazione somatica che provoca la crescita del fusto in forma ondulata e appiattita, simile a una cresta.
Mammillaria spinosissima cv. Un Pico f. crestata presenta un fusto verde brillante fortemente deformato dalla mutazione crestata, che si sviluppa in una massa appiattita e sinuosa, simile a un serpente a riposo per il suo portamento contorto e la crescita prevalentemente orizzontale. I tradizionali fusti cilindrici della specie madre vengono sostituiti da superfici continue composte da tubercoli ravvicinati, disposti lungo la linea di crescita a ventaglio tipica delle forme cristate. Le spine, generalmente bianche e diradate, seguono l’andamento delle creste, e risultano totalmente assenti in alcune areole; la cultivar mantiene inoltre il caratteristico singolo aculeo centrale da cui deriva il nome Un Pico. Lungo la cresta corre una linea mediale bianca, simile alla scriminatura dei capelli umani, che divide nettamente in due i fusti crestati. Si tratta di una cultivar piuttosto piccola, che raramente supera gli 8 centimetri di larghezza.
Questa pianta sviluppa in primavera piccoli fiori imbutiformi di colore rosa intenso o magenta, che compaiono lungo la parte superiore della cresta, emergendo tra i tubercoli più maturi. Nelle forme crestate la fioritura tende a disporsi in una semicorona irregolare, seguendo l’andamento sinuoso del fusto. Dopo la fioritura possono formarsi frutti cilindrici e rossastri, simili a minuscole bacche allungate, che maturano lentamente.
Coltivazione:
È una cultivar di facile coltivazione ma a crescita lenta.
Richiede un substrato molto drenante, leggero e a prevalenza minerale, indispensabile per evitare ristagni idrici a cui questa forma è particolarmente sensibile. È ideale una miscela specifica per cactacee composta da materiali inerti come pomice, lapillo o ghiaia fine, eventualmente combinati con una piccola percentuale di terriccio organico.
È possibile irrigare moderatamente la pianta durante la stagione vegetativa, lasciando asciugare completamente il substrato tra un intervento e l’altro. Nei mesi più caldi tollera brevi periodi di siccità, mentre in inverno va mantenuta quasi asciutta per evitare marciumi.
Predilige un’esposizione molto luminosa, con diverse ore di luce solare diretta, soprattutto al mattino. In piena crescita tollera bene il sole, purché sia gradualmente acclimatata, mentre in estate è preferibile evitare le ore più calde per prevenire scottature sui tessuti più delicati. Può sopportare brevi gelate fino a -5 °C solo se il substrato resta completamente asciutto durante l’inverno, ma è comunque consigliabile tenerla in casa o in ambiente protetto nei mesi freddi. Durante la dormienza invernale è opportuno garantirle una bassa umidità dell’aria e un’esposizione luminosa ma fresca.
È sufficiente una sola fertilizzazione all’anno, in estate, utilizzando un fertilizzante specifico per cactacee povero in azoto e ricco in potassio. Durante la stagione di riposo, in autunno e inverno, la concimazione deve essere completamente sospesa.
Il rinvaso va effettuato solo quando necessario, in genere ogni 2-3 anni, scegliendo un vaso leggermente più ampio e un substrato minerale molto drenante. L’operazione va eseguita in primavera, maneggiando con cura il fusto poiché particolarmente delicato.
Mammillaria spinosissima cv. Un Pico f. crestata non è considerata una pianta tossica per esseri umani o animali domestici. L’unico rischio è rappresentato dalle spine, che possono causare piccole lesioni cutanee se maneggiate senza attenzione. Per questo motivo è consigliabile manipolarla con pinze o guanti, soprattutto durante le operazioni di rinvaso o pulizia.
Pianta generalmente resistente, può però essere soggetta ai problemi più comuni dei cactus in coltivazione. L’eccesso d’acqua favorisce marciumi radicali o del colletto, particolarmente insidiosi nelle forme crestate, i cui tessuti risultano più delicati. Tra i parassiti più frequenti si osservano cocciniglia cotonosa, acari e afidi, che possono annidarsi tra i tubercoli o lungo le pieghe della cresta.
Un consiglio: le forme crestate, con le loro superfici appiattite e ondulate, possono scottarsi facilmente se esposte improvvisamente al sole diretto. È quindi consigliabile acclimatarle gradualmente alla piena luce, soprattutto in primavera, per evitare danni ai tessuti più delicati ed evitare scottature.
Propagazione:
Questa pianta si propaga solo per talea, poiché la forma crestata non si mantiene attraverso il seme. Le porzioni sane della cresta si prelevano in primavera o in estate, tagliandole con un coltello affilato e sterile. Il segmento deve asciugare in un luogo caldo e secco finché la ferita non forma un callo. Una volta cicatrizzato, si appoggia la talea su un substrato minerale molto drenante, meglio se con uno strato superficiale di ghiaia grossolana. Il radicamento avviene normalmente in 2-6 settimane, a temperature non inferiori ai 20 °C.
Curiosità:
Questa varietà nasce da un fenomeno noto come fasciazione, una condizione di crescita anomala in cui la moltiplicazione cellulare avviene soltanto in due direzioni, anziché espandersi uniformemente come nei tessuti normali. Il tessuto, invece di espandersi radialmente, si allunga e si appiattisce perpendicolarmente alla linea di crescita, dando origine alla tipica forma a ventaglio che caratterizza gli esemplari crestati.
Sito Web Ufficiale:
www.giromagi.com
Wholesale:
www.giromagicactusandsucculents.com