Marginatocereus marginatus f. crestata

Genere:

Marginatocereus marginatus

Famiglia:

Cactaceae

Habitat:

La forma crestata di Marginatocereus marginatus non esiste in natura, ma è il risultato di una mutazione spontanea o indotta e viene coltivata esclusivamente in ambiente controllato. La specie originaria proviene invece dal Messico centrale, dove cresce in ambienti aridi e semi-desertici, su pendii rocciosi e ben drenati tra i 1.000 e i 2.000 metri di altitudine. Qui il clima è secco, con forti escursioni termiche, scarse precipitazioni ed elevata insolazione, fattori che ne hanno favorito la naturale resistenza alla siccità.

Sinonimi:

Pachycereus marginatus f. crestata
Lemaireocereus marginatus f. crestata
Stenocereus marginatus f. crestata

Descrizione:

Il nome del genere Marginatocereus deriva dal latino marginatus, “marginato”, e dal termine greco-latino cereus, “candela” o “torcia”, comunemente usato per indicare i cactus colonnari dal portamento eretto e slanciato. L’epiteto specifico marginatus fa riferimento ai margini evidenti e regolari delle costolature del fusto, ben marcati da file di areole. Il termine crestata (o cristata) indica invece la particolare mutazione che determina la crescita del fusto in una cresta ondulata o a ventaglio, anziché in colonne singole, dando origine alla caratteristica forma ornamentale di questa varietà.

Marginatocereus marginatus f. crestata presenta una crescita anomala del fusto dovuta a una mutazione del punto di accrescimento, che si sviluppa in larghezza anziché in altezza. Questa particolarità genera una forma a cresta o a ventaglio, sinuosa e compatta, che può assumere profili ondulati, contorti o ramificati, diversi da esemplare a esemplare. La superficie è suddivisa in costolature regolari, di colore verde glauco o verde intenso, bordate da areole bianche che formano un tratteggio ordinato lungo i margini. Da queste areole spuntano spine corte e rigide, di colore chiaro, più evidenti nei giovani esemplari. Il tessuto carnoso, ceroso e compatto, consente alla pianta di immagazzinare acqua e resistere a lunghi periodi di siccità.

La fioritura di questa specie è poco frequente in coltivazione, poiché la mutazione che causa la crescita a cresta può interferire con la normale formazione dei boccioli. Quando si manifesta, produce piccoli fiori tubolari che si aprono nelle ore notturne, di colore variabile dal verde al rosato, talvolta con sfumature biancastre. I fiori emergono dalle areole situate lungo le creste e sono ricoperti da una fine peluria bianca.

Dopo l’impollinazione si sviluppano frutti ovoidali di colore rossastro, contenenti numerosi semi neri lucidi. Tuttavia, a causa della crescita irregolare di questa forma, la fruttificazione avviene di rado negli esemplari coltivati.

Coltivazione:

Marginatocereus marginatus f. crestata presenta una crescita lenta ma costante, ed è relativamente semplice da coltivare se mantenuto nelle giuste condizioni ambientali.

Richiede un substrato molto drenante, in grado di evitare qualsiasi ristagno idrico che potrebbe causare marciumi radicali. L’ideale è un terreno minerale e povero di sostanze organiche, composto da sabbia grossolana, pomice, lapillo vulcanico o ghiaia fine, eventualmente mescolati a una piccola parte di terra da cactus o terriccio universale leggero.

Va annaffiato con moderazione, solo quando il terreno risulta completamente asciutto. Durante la stagione vegetativa, da primavera a inizio autunno, le irrigazioni possono essere regolari ma distanziate. In autunno inoltrato e in inverno, la pianta entra in riposo vegetativo e le annaffiature vanno sospese quasi del tutto, mantenendo il substrato asciutto per prevenire marciumi. È preferibile utilizzare acqua a temperatura ambiente e povera di calcare, versata lentamente alla base della pianta, evitando di bagnare il corpo del cactus o le creste.

Predilige una posizione molto luminosa, con luce solare diretta per diverse ore al giorno. Può essere collocato all’aperto durante la bella stagione, purché sia riparato dalle piogge e gradualmente abituato al sole per evitare scottature. In inverno è preferibile spostarlo in luoghi luminosi e ben arieggiati, come una serra fredda o un davanzale soleggiato, dove la temperatura non scenda sotto i 5-8 °C. L’esposizione ideale riproduce quella degli ambienti aridi e rocciosi del Messico, caratterizzati da molta luce e scarsa umidità.

Non richiede concimazioni frequenti, ma trae beneficio da apporti nutritivi leggeri e regolari durante il periodo vegetativo, da aprile a settembre. È consigliabile utilizzare un fertilizzante specifico per cactus e piante grasse da somministrare una volta al mese, diluito nell’acqua d’irrigazione. Durante l’autunno e l’inverno, quando la pianta entra in riposo, la concimazione deve essere sospesa del tutto.

Va rinvasato ogni 2-3 anni, preferibilmente all’inizio della primavera, quando riprende la crescita. Il rinvaso serve a rinnovare il substrato, per garantire un drenaggio ottimale e maggiore spazio alle radici. È consigliabile utilizzare un vaso leggermente più largo del precedente, ma non troppo profondo, con foro di scolo e uno strato di materiale drenante sul fondo.

Questo esemplare non è considerato tossico per l’uomo né per gli animali domestici. Tuttavia, presenta spine rigide e appuntite che possono causare irritazioni e piccoli fastidi, per cui è consigliabile maneggiarlo con cautela, utilizzando guanti o pinze da giardinaggio.

È generalmente robusto e poco soggetto a malattie, ma può andare incontro ad alcuni problemi tipici delle cactacee se le condizioni di coltivazione non sono ottimali. I ristagni d’acqua e la scarsa ventilazione favoriscono lo sviluppo di marciumi radicali o del colletto, spesso difficili da trattare.

Tra i parassiti più comuni si trovano cocciniglie cotonose, acari e occasionalmente afidi, che tendono a insediarsi nelle pieghe del fusto. Per prevenirli è importante garantire buon drenaggio, luce abbondante e aria asciutta, intervenendo rapidamente con trattamenti mirati in caso di infestazione.

Un consiglio: poiché questa pianta è delicata e può rompersi facilmente, durante gli spostamenti o il rinvaso è bene sostenerla dalla base ed evitare di afferrare il fusto o le creste.

Propagazione:

La propagazione di questa pianta avviene quasi esclusivamente per talea, poiché la forma crestata non mantiene le proprie caratteristiche attraverso la semina. Le talee vanno prelevate con un taglio netto da porzioni sane della cresta e lasciate asciugare per alcuni giorni in luogo ombreggiato e asciutto, finché la ferita non forma un callo cicatriziale. Successivamente possono essere poste su un substrato minerale leggermente umido, mantenuto tiepido ma non esposto al sole diretto finché non compaiono le radici.

Curiosità:

La forma crestata di Marginatocereus marginatus si distingue per la crescita imprevedibile del fusto, che forma ondulazioni e pieghe (“ripples”) sempre diverse da un esemplare all’altro. Questa variabilità genera fusti originali e scultorei, tanto che nessuna pianta presenta la stessa forma.

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