Monvillea spegazzinii f. crestata mostruosa

Genere:

Monvillea

Famiglia:

Cactaceae

Habitat:

La forma crestata mostruosa di Monvillea spegazzinii, sebbene derivi da una mutazione spontanea, non si trova stabilmente in natura ed è oggi conservata e propagata quasi esclusivamente in coltivazione. La specie madre, Monvillea spegazzinii, è invece originaria delle regioni aride dell’Argentina nord-occidentale, dove cresce in ambienti secchi e rocciosi, tra boscaglie xerofile e pendii assolati delle Ande. Il suo habitat è caratterizzato da un’intensa esposizione solare, precipitazioni scarse e irregolari e suoli poveri, perlopiù sabbiosi o ghiaiosi.

Sinonimi:

Cereus spegazzinii f. crestata mostruosa

Descrizione:

Il genere Monvillea prende il nome dal Chevalier de Monville, Baron Hippolyte Boissel de Monville (1794–1863), appassionato botanico e collezionista francese al quale si devono diverse descrizioni di cactus. L’epiteto specifico spegazzinii rende invece omaggio al naturalista italo-argentino Carlo Luigi Spegazzini, studioso della flora sudamericana. La definizione della forma crestata mostruosa descrive la particolare mutazione ornamentale della pianta: “crestata” indica la crescita a ventaglio lungo una linea meristemica anomala, mentre “mostruosa” si riferisce alle irregolarità che le conferiscono un aspetto insolito.

Monvillea spegazzinii f. crestata mostruosa è una rara mutazione della specie, caratterizzata da una crescita a cresta che sostituisce il normale portamento colonnare. Il fusto si sviluppa in strutture ondulate, sinuose o a ventaglio, con forme molto variabili e irregolari, tipiche dei cactus fasciati. L’epidermide presenta tonalità dal verde al verde-glauco, influenzate dall’esposizione solare e dalle condizioni colturali. Le costolature appaiono compresse e modellate dalla crescita anomala, mentre le areole sono ravvicinate e portano spine generalmente corte e sottili. La pianta cresce lentamente e tende ad allargarsi più che ad allungarsi, formando nel tempo una massa crestata dalla morfologia mutevole, che può assumere dimensioni diverse a seconda dell’età e della coltivazione.

I fiori sono sorprendentemente grandi, lunghi 10-13 cm, con un tubo sottile e allungato. I tepali esterni sono rossastri, mentre quelli interni sono bianchi, creando un netto contrasto di colori. I boccioli si sviluppano vicino all’apice dei fusti: inizialmente eretti, si piegano verso il basso al momento della schiusa. La specie fiorisce di notte: i fiori si aprono infatti dopo il tramonto e restano visibili solo per poche ore, dando luogo a una fioritura tanto effimera quanto caratteristica.

Coltivazione:

Questa specie è generalmente facile da coltivare e mostra una crescita piuttosto rapida rispetto ad altre cactacee.

Richiede un substrato molto drenante, che si asciughi in fretta e non trattenga l’umidità in eccesso. È ideale una miscela minerale con pomice, lapillo o ghiaia fine, a cui si può aggiungere una piccola parte di terriccio leggero.

L’irrigazione deve essere equilibrata, lasciando sempre asciugare bene il substrato prima di annaffiare di nuovo. In stagione vegetativa può ricevere acqua con una certa regolarità, soprattutto se coltivata in un terreno molto drenante, mentre in inverno è meglio ridurre drasticamente le bagnature o sospenderle.

Richiede un’esposizione molto luminosa, evitando però il sole diretto nelle ore più intense; la luce del mattino, fino a mezzogiorno, è particolarmente indicata. Durante la stagione vegetativa cresce al meglio con temperature comprese tra 20 e 30 °C, pur tollerando valori leggermente inferiori se mantenuta asciutta. È sensibile al freddo e non sopporta il gelo: le temperature di congelamento possono provocare danni significativi, perciò in inverno è opportuno garantire un minimo termico di circa 10 °C. Anche l’umidità deve rimanere bassa o moderata, così da ricreare condizioni simili al suo habitat naturale.

È possibile utilizzare un fertilizzante bilanciato per cactacee, diluito a metà della concentrazione consigliata, somministrandolo ogni quattro o sei settimane durante la stagione di crescita. In autunno e inverno la concimazione va sospesa, poiché la pianta entra in riposo.

Il rinvaso dovrebbe essere effettuato ogni due o tre anni, o comunque quando le radici iniziano a fuoriuscire dai fori di drenaggio. È sufficiente scegliere un contenitore leggermente più grande e rinnovare il substrato, utilizzando un terriccio ben drenante per cactacee.

Non è considerata una specie tossica e può essere coltivata in sicurezza in ambienti domestici. L’unica accortezza riguarda le spine, che possono provocare irritazioni o piccoli graffi: è quindi consigliabile maneggiarla con attenzione, soprattutto durante il rinvaso.

È generalmente resistente, ma può occasionalmente essere attaccata da cocciniglie e acari. Ispezioni regolari e interventi tempestivi, con insetticidi mirati o rimedi naturali, permettono di controllare facilmente queste infestazioni.

Grazie al suo portamento semieretto e alle dimensioni contenute, questa pianta si presta bene sia alle composizioni da esterno, dove può occupare una posizione intermedia, sia alla coltivazione in vaso. È adatta anche a serre e collezioni, senza risultare ingombrante.

Propagazione:

Questo esemplare si propaga quasi esclusivamente per talea, poiché la moltiplicazione da seme non garantisce il mantenimento della forma crestata. Le talee, prelevate da porzioni sane e ben lignificate della cresta, devono essere lasciate asciugare per alcuni giorni fino alla formazione di un callo, quindi poste in un substrato molto drenante e leggermente umido. L’attecchimento è generalmente buono, soprattutto nei mesi caldi, quando la pianta è in piena attività vegetativa.

Curiosità:

Con un’esposizione prolungata al sole, questa pianta può sviluppare una sorprendente colorazione violacea, un viraggio cromatico dovuto allo stress luminoso.

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