Portulacaria afra follis f. variegata

Genere:

Portulacaria

Famiglia:

Didiereaceae

Habitat:

Si tratta di una cultivar ornamentale ottenuta in coltivazione e derivata dalla specie sudafricana Portulacaria afra. Quest’ultima è diffusa nelle Province del Capo del Sudafrica, in KwaZulu-Natal, nelle province settentrionali del Paese, oltre che in Mozambico, Eswatini e localmente anche in Kenya. In natura cresce in ambienti semiaridi, su pianure asciutte e pendii rocciosi esposti a nord, all’interno di formazioni di bushveld e savana arbustiva.

Sinonimi:

Portulacaria afra variegata

Descrizione:

Il nome del genere Portulacaria deriva dalla somiglianza con le piante del genere Portulaca. L’epiteto specifico afra deriva dal latino afer (“africano”) e fa riferimento all’origine della specie nell’Africa meridionale. Il termine latino foliis significa “foglie”, mentre variegata deriva da variegatus (“variegato, di colore non uniforme”) e indica la presenza di foglie con zone di colore diverso, tratto distintivo di questa forma.

Portulacaria afra foliis f. variegata è un arbusto succulento sempreverde con un portamento compatto e molto ramificato. I fusti sono carnosi, sottili e di colore bruno-rossiccio, inizialmente erbacei ma tendenti a lignificare alla base con l’età. Possono essere eretti o leggermente prostrati e formano una chioma tondeggiante e disordinata. Le foglie misurano circa 1-2 cm e sono opposte, carnose e di forma obovata, talvolta quasi circolare. La caratteristica di questa cultivar è la sua variegatura: le foglie presentano infatti un centro verde brillante con margini irregolari crema o giallo chiaro, creando un effetto bicolore fortemente ornamentale. In natura la specie può raggiungere 3-4 metri di altezza, mentre la forma variegata è generalmente più compatta, mantenendosi in coltivazione in vaso entro 50-70 cm circa.

Fiorisce generalmente tra primavera ed estate, soprattutto se coltivata in piena luce e in climi caldi. In coltivazione, tuttavia, la fioritura è piuttosto rara, in particolare nelle piante che crescono in vaso o in ambienti domestici. I fiori, di forma stellata, misurano circa 2 mm di diametro e sono riuniti in infiorescenze terminali a grappolo. Presentano cinque petali sottili di colore rosa pallido, talvolta bianco. Dopo la fioritura possono formarsi piccoli frutti capsulari lunghi circa 5 mm, contenenti un unico seme, ma anche la fruttificazione risulta poco frequente.

Coltivazione:

Di facile coltivazione e poco esigente, presenta una crescita piuttosto lenta rispetto alla specie tipo.

Predilige substrati leggeri e ben drenanti. n coltivazione è indicato un terriccio per piante succulente o cactus, preferibilmente arricchito con materiali inerti come sabbia grossolana, pomice o perlite, che favoriscono il drenaggio ed evitano ristagni idrici.

Va irrigata a fondo ma con moderazione, lasciando sempre asciugare completamente il substrato tra un’annaffiatura e l’altra. Durante il periodo vegetativo, dalla primavera all’estate, le bagnature possono essere più regolari, evitando però qualsiasi ristagno idrico. Nei periodi più caldi può essere sufficiente un’irrigazione abbondante ma non troppo frequente. In autunno e soprattutto in inverno, durante la fase di riposo vegetativo, le irrigazioni vanno drasticamente ridotte o quasi sospese, mantenendo il terreno prevalentemente asciutto.

Predilige posizioni molto luminose, in pieno sole o in leggera mezz’ombra. Nelle coltivazioni in vaso è consigliabile evitare il sole diretto nelle ore più calde, soprattutto nei climi molto caldi, preferendo una posizione luminosa ma riparata.

Dalla primavera all’estate è possibile somministrare circa una volta al mese un fertilizzante liquido per piante succulente, diluito nell’acqua d’irrigazione. In autunno e inverno la concimazione va sospesa.

Va rinvasata quando le radici hanno occupato completamente il contenitore, generalmente ogni 2 anni. L’operazione si effettua preferibilmente in primavera, utilizzando vasi leggermente più grandi e un substrato leggero e ben drenante.

È generalmente considerata non tossica per l’uomo e per gli animali domestici. Per questo motivo può essere coltivata anche in casa senza particolari rischi.

Pur essendo poco soggetta a malattie, può risultare suscettibile agli attacchi di cocciniglia, soprattutto negli esemplari coltivati in vaso o in ambienti poco ventilati. Il problema più frequente è rappresentato dal marciume radicale, causato principalmente da eccessi di irrigazione e da substrati poco drenanti.

È consigliabile effettuare leggere potature, preferibilmente in primavera. Questa pratica stimola la produzione di nuovi germogli ed evita che la pianta sviluppi rami troppo allungati.

Propagazione:

Si propaga facilmente per talea di fusto. Le talee, ottenute recidendo porzioni di ramo sane e ben sviluppate, vanno lasciate asciugare per uno o due giorni affinché il taglio cicatrizzi, quindi poste a radicare in un substrato leggero e ben drenante. La radicazione avviene generalmente in tempi brevi, soprattutto durante la stagione vegetativa.

Curiosità:

È conosciuta anche come “elephant bush” perché in natura costituisce una fonte di alimento per gli elefanti africani, che si nutrono delle sue foglie succulente.

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