Puna bonnieae f. inermis
Genere:
Puna
Famiglia:
Cactaceae
Habitat:
Puna bonnieae f. inermis è una forma di origine orticola selezionata a partire dalla specie Puna bonnieae, nativa delle regioni andine dell’Argentina nord-occidentale. La specie di riferimento cresce in ambienti aridi e d’alta quota, su suoli sassosi e poveri di sostanza organica, esposti a forte insolazione.
Sinonimi:
Maihueniopsis bonnieae cv. inermis
Descrizione:
Il nome del genere Puna richiama la puna andina, l’altopiano arido e d’alta quota tipico delle regioni interne delle Ande, ambiente naturale in cui queste piante si sono evolute. L’epiteto specifico bonnieae è stato invece assegnato in onore di Bonnie Brunkow, la persona che scoprì la specie. La denominazione inermis, dal latino inermis (“inermi, privo di armi”), allude alla marcata riduzione o assenza delle spine, caratteristica che distingue questa forma dalla specie tipo.
Puna bonnieae f. inermis è un piccolo cactus caratterizzato da un portamento compatto e globoso, che supera raramente i 15 cm di altezza. I fusti sono formati da segmenti tondeggianti, di circa 4-5 cm di diametro, che con il tempo tendono a riunirsi in gruppi densi, dando origine a cuscinetti bassi e aderenti al suolo. La superficie è liscia, di colore verde, talvolta lievemente testurizzata con l’età. L’elemento più distintivo di questa forma è la quasi totale assenza di spine: mentre la specie tipo presenta in natura da 9 a 20 spine molto corte, appiattite e radiali, leggermente incurvate verso il fusto, questa forma risulta sostanzialmente inerme, con areole minute e poco evidenti.
La fioritura avviene in primavera e all’inizio dell’estate, con fiori solitari che compaiono all’apice dei segmenti e mostrano una caratteristica variazione di colore: all’apertura i petali sono di un giallo miele chiaro, che con il passare dei giorni tende a scurirsi. Nel secondo giorno, poco prima dell’appassimento, assumono una tonalità rosata tendente al beige. Non è raro, per questo motivo, osservare fiori gialli e rosati contemporaneamente sulla stessa pianta. Sebbene di breve durata, i fiori attirano diversi insetti impollinatori. Ai fiori seguono piccoli frutti globosi e carnosi, contenenti semi minuti.
Coltivazione:
La sua crescita è lenta e la coltivazione risulta generalmente semplice.
Richiede vasi profondi e un terreno molto drenante, a prevalenza minerale. È consigliabile utilizzare un substrato composto principalmente da materiali inerti come sabbia grossolana, ghiaia o pomice, con l’eventuale aggiunta di una minima percentuale di terriccio leggero.
Durante la fase vegetativa necessita di irrigazioni regolari. È preferibile intervenire con annaffiature abbondanti ma distanziate, assicurandosi che il substrato sia completamente asciutto. In primavera ed estate le irrigazioni possono avvenire indicativamente ogni 2-3 settimane, mentre in inverno vanno ridotte al minimo fino a sospenderle.
Predilige posizioni molto luminose e soleggiate. All’aperto cresce bene in pieno sole, con almeno 6-8 ore di luce diretta al giorno. In coltivazione indoor, invece, è consigliabile collocarla in prossimità di una finestra ben esposta. Preferisce ambienti asciutti, con buona ventilazione, e temperature miti. Nei climi freddi è necessario proteggerla dal gelo e riporla in un ambiente riparato.
La pianta non richiede concimazioni frequenti. Durante il periodo di crescita è sufficiente un’unica somministrazione annuale di un fertilizzante specifico per cactus a basso contenuto di azoto. Nei mesi freddi la concimazione va sospesa.
Il rinvaso va eseguito solo quando necessario, indicativamente ogni 2-3 anni, preferibilmente all’inizio della primavera. La pianta sviluppa una radice fittonante pronunciata, per cui è importante utilizzare vasi adeguatamente profondi e un substrato nuovo e ben drenante.
Non è considerata una pianta tossica per l’uomo né per gli animali domestici. Sebbene sia priva di spine evidenti, può talvolta presentare piccoli glochidi poco visibili, simili a peli sottili, per cui è comunque consigliabile maneggiarla con attenzione.
È generalmente una pianta resistente, ma può risultare sensibile ai ristagni idrici, che favoriscono l’insorgenza di marciumi radicali e fungini. Tra i parassiti più comuni si segnalano cocciniglie e acari, soprattutto in condizioni di scarsa ventilazione o eccessiva umidità.
Un consiglio: è opportuno coltivare Puna bonniae f. inermis in vasi profondi, in grado di accogliere adeguatamente la radice fittonante carnosa e allungata tipica della specie, evitando contenitori troppo bassi che potrebbero ostacolarne il corretto sviluppo.
Propagazione:
Viene riprodotta quasi esclusivamente per via vegetativa, attraverso talea o innesto, tecniche che consentono di conservare le caratteristiche della forma. La talea si ottiene prelevando un segmento sano, che deve essere lasciato cicatrizzare per alcuni giorni prima della messa a dimora in un substrato ben drenante. L’attecchimento è generalmente possibile, ma la crescita su radici proprie è lenta e la pianta può impiegare diversi anni prima di raggiungere la fioritura. L’innesto rappresenta il metodo più comune in coltivazione, in quanto garantisce uno sviluppo più rapido e vigoroso.
Curiosità:
Questa specie sviluppa una radice fittonante carnosa, un adattamento tipico dei cactus di alta quota, che permette alla pianta di accumulare riserve idriche e di sopravvivere a lunghi periodi di siccità, oltre a favorirne l’ancoraggio in substrati poveri e sassosi.
Sito Web Ufficiale:
www.giromagi.com
Wholesale:
www.giromagicactusandsucculents.com