Senecio stapeliiformis

Genere:

Senecio

Famiglia:

Asteraceae

Habitat:

Senecio stapeliiformis è originaria dell’Africa australe, diffusa soprattutto nel Sudafrica nelle regioni del Capo Orientale e del Capo Occidentale. Cresce in ambienti aridi e semi-aridi, tipici del bioma del Karoo, dove si trova su pendii rocciosi e su suoli sabbiosi o ghiaiosi.

Sinonimi:

Kleinia stapeliiformis

Descrizione:

Il nome del genere Senecio proviene dal latino senex (“vecchio”), in riferimento al pappo bianco e soffice dei semi che ricorda una chioma canuta. L’epiteto specifico stapeliiformis è composto da Stapelia e dal suffisso latino -formis (“a forma di”), e significa quindi “con forma simile a una Stapelia”, per l’aspetto dei suoi steli eretti e carnosi.

Senecio stapeliiformis è una pianta succulenta perenne dal portamento eretto e cespitoso, formata da sottili fusti carnosi che possono raggiungere circa 30–35 cm di altezza. I fusti sono eretti o leggermente arcuati, semicilindrici e generalmente privi di foglie sviluppate, di colore verde con sfumature verde-blu o talvolta tendenti al verde-amaranto, caratterizzati da evidenti striature longitudinali e da macchie o sfumature violacee o rosso porpora. Lungo gli spigoli sono presenti piccole spine morbide, mentre le foglie sono ridotte a minute squame, spesso verde scuro o leggermente rosate, visibili soprattutto nella parte superiore degli steli. I giovani germogli si sviluppano alla base della pianta, spesso da porzioni sotterranee del fusto, dando origine nel tempo a densi gruppi di steli.

Fiorisce generalmente tra la fine dell’estate e l’autunno. Le infiorescenze si sviluppano all’apice dei fusti e sono costituite da capolini tipici della famiglia delle Asteraceae, formati esclusivamente da fiori tubulosi. Ogni infiorescenza riunisce numerosi piccoli fiorellini, spesso alcune decine, di colore rosso vivo o rosso-arancio, particolarmente appariscenti. Dopo la fioritura si formano i frutti, costituiti da piccoli acheni secchi provvisti di un pappo setoso e biancastro.

Coltivazione:

È una specie generalmente facile da coltivare, con una crescita piuttosto rapida.

Predilige un substrato leggero, molto aerato e tendenzialmente sabbioso, in grado di favorire un rapido deflusso dell’acqua ed evitare ristagni. Il terreno ideale è costituito da una miscela di terriccio per cactus o piante grasse arricchito con materiali inerti come sabbia grossolana, pomice o perlite.

Durante il periodo di crescita le irrigazioni possono essere effettuate con maggiore regolarità, indicativamente anche una volta a settimana nelle stagioni più calde, mentre nel periodo di riposo vegetativo vanno ridotte fino a circa una volta al mese. In ogni caso è sempre necessario verificare che il terreno sia completamente asciutto prima di annaffiare nuovamente, per evitare ristagni idrici e marciumi radicali.

Ama la luce intensa e cresce bene sia in pieno sole sia in mezz’ombra. Necessita generalmente di 4-5 di luce solare diretta al giorno, preferibilmente nelle ore meno intense. Nelle zone con estati molto calde è tuttavia consigliabile proteggere la pianta dal sole diretto delle ore centrali della giornata per evitare scottature ai fusti. In inverno è importante mantenere temperature miti: la pianta infatti tollera brevi abbassamenti fino a circa 0 °C, ma è preferibile non scendere sotto i 10 °C e mantenere il substrato asciutto, collocando la pianta in un luogo riparato e ben luminoso durante l’inverno.

Durante il periodo di crescita si può somministrare un fertilizzante liquido per piante succulente, diluito nell’acqua d’irrigazione, circa una volta al mese. Nel periodo di riposo vegetativo la concimazione va sospesa.

Si può rinvasare ogni 2-3 anni, preferibilmente all’inizio della primavera, quando riprende l’attività vegetativa. È consigliabile utilizzare un contenitore leggermente più grande del precedente e un substrato ben drenante per piante succulente.

È generalmente considerata una pianta sicura per l’uomo e per gli animali domestici, adatta alla coltivazione in ambienti interni.

Si tratta inoltre di una pianta resistente e poco soggetta a parassiti. Occasionalmente può essere attaccata da insetti comuni delle piante succulente, come afidi, cocciniglie e talvolta acari. In presenza di eccessiva umidità o ristagni idrici possono inoltre verificarsi marciumi radicali o dei fusti.

Un consiglio: dopo la fioritura è consigliabile rimuovere gli steli fiorali secchi, così da mantenere la pianta ordinata e favorire una crescita più equilibrata dei fusti.

Propagazione:

Può essere propagato facilmente per talea di fusto o per seme, anche se la moltiplicazione per talea è il metodo più semplice e diffuso. Le talee si ottengono recidendo un segmento di fusto sano, che va lasciato asciugare per alcuni giorni affinché la ferita cicatrizzi. Successivamente la talea può essere posta su un substrato leggero e ben drenante, mantenuto appena umido fino all’emissione delle radici. La pianta tende inoltre a produrre nuovi germogli alla base, che possono essere separati e trapiantati. La propagazione per seme è ugualmente possibile ma meno comune in coltivazione.

Curiosità:

In inglese è spesso chiamato “pickle plant”, cioè “pianta cetriolino”, perché i suoi fusti allungati, cilindrici e segmentati ricordano l’aspetto dei cetriolini sott’aceto (pickles o gherkins). La specie è anche nota come “candle plant” o “candle stick”, nomi che fanno riferimento alla forma eretta e allungata dei fusti, simile a quella di piccole candele.

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