Stapelia leendertziae f. crestata

Genere:

Stapelia

Famiglia:

Asclepiadaceae

Habitat:

Stapelia leendertziae f. crestata è una forma orticola che non si trova in natura, ma deriva da una mutazione fasciata della specie tipica, mantenuta e propagata in coltivazione. La specie originaria cresce invece nelle regioni aride dell’Africa meridionale, tra rocce e terreni sabbiosi ben drenati, spesso all’ombra parziale di arbusti. Qui il clima caldo e secco e le piogge irregolari favoriscono la sua adattabilità alla siccità.

Sinonimi:

Nessun sinonimo ufficialmente riconosciuto.

Descrizione:

Il nome del genere Stapelia è dedicato al botanico olandese Johannes van Stapel (1602-1636), che descrisse e illustrò per la prima volta piante di questo genere. L’epiteto specifico leendertziae rende omaggio alla botanica e collezionista sudafricana Mrs. Leendertz, che per prima raccolse esemplari della specie madre. Il termine latino crestata si riferisce invece alla particolare mutazione fasciata del fusto, che provoca la crescita ondulata e appiattita caratteristica di questa forma.

Stapelia leendertziae f. crestata presenta una crescita fasciata e appiattita, che conferisce ai fusti un aspetto ondulato e sinuoso, simile a una cresta o a un ventaglio. I fusti carnosi, di colore verde brillante con sfumature violacee in piena luce, sono privi di vere e proprie spine, ma presentano tubercoli appuntiti disposti lungo le creste. I suoi tessuti consentono l’accumulo di acqua, permettendo alla pianta di resistere a lunghi periodi di siccità.

Durante la stagione calda produce grandi fiori solitari alla base dei fusti. Le corolle campanulate, larghe fino a 10–15 cm, sono di colore porpora scuro o bruno-violaceo; la superficie interna – rugosa, fittamente vellutata e ricoperta di corti peli – conferisce al fiore un aspetto carnoso. L’odore intenso e sgradevole richiama mosche e altri insetti necrofili, responsabili dell’impollinazione. Dopo la fioritura si sviluppano frutti allungati che, una volta maturi, si aprono liberando semi piumosi.

Coltivazione:

Pur essendo una pianta robusta, la forma crestata richiede qualche attenzione in più per la sua particolare struttura.

Questa pianta necessita di un substrato molto drenante, per evitare ristagni che causano marciumi. È consigliato un terreno minerale leggero, con poca torba e abbondante materiale inerte come pomice, sabbia grossolana o perlite. Anche un buon terriccio per cactacee va bene, se ulteriormente alleggerito. Si raccomanda di utilizzare vasi forati, in modo da favorire il rapido deflusso dell’acqua in eccesso.

Va annaffiata moderatamente durante la stagione di crescita, da primavera a inizio autunno, lasciando asciugare completamente il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. In inverno, quando entra in riposo vegetativo, le annaffiature vanno sospese quasi del tutto, limitandosi a inumidire leggermente il substrato solo se i fusti tendono a raggrinzirsi.

Predilige una posizione molto luminosa, con luce solare filtrata o pieno sole nelle ore meno calde, che favorisce una crescita compatta e la tipica colorazione violacea dei fusti. È bene però evitare la luce diretta troppo intensa, soprattutto in estate, perché può provocare scottature. Nei mesi più caldi è consigliabile un’esposizione a mezz’ombra, mentre in inverno può essere collocata in pieno sole. In casa va posta in un ambiente luminoso e ben arieggiato, preferibilmente vicino a una finestra esposta a sud o a ovest.

Trae beneficio da concimazioni leggere e regolari durante la stagione di crescita, da primavera a inizio autunno. È consigliabile concimare ogni 4–6 settimane durante la stagione di crescita, con un fertilizzante liquido per succulente diluito a metà dose. In inverno, durante il riposo vegetativo, le concimazioni vanno sospese.

Va rinvasata ogni 2–3 anni, preferibilmente in primavera, quando riprende la crescita. Il rinvaso serve soprattutto a rinnovare il substrato, che col tempo tende a compattarsi e ridurre il drenaggio. Si consiglia di usare un vaso solo leggermente più grande del precedente, sempre forato sul fondo, e di maneggiare con cautela i fusti, piuttosto fragili.

Non è considerata tossica per l’uomo o per gli animali domestici; tuttavia, come altre Apocynaceae, può contenere sostanze leggermente irritanti. È consigliabile evitare il contatto con la linfa, che in soggetti sensibili può causare lievi irritazioni cutanee.

È generalmente resistente, ma può essere soggetta a marciumi radicali o del fusto se il substrato trattiene troppa umidità. È importante evitare ristagni e garantire un buon drenaggio.

Tra i parassiti più comuni si segnalano cocciniglie cotonose e afidi, che possono annidarsi tra i fusti o alla base delle creste. In caso di infestazione, è utile intervenire tempestivamente con prodotti specifici per succulente o soluzioni naturali a base di sapone molle.

Un consiglio: la forma crestata di Stapelia leendertziae tende a crescere rapidamente, ma con il tempo i fusti invecchiano e perdono vigore. Per mantenerla sana e ornamentale, è consigliabile rinnovare periodicamente la pianta, prelevando ogni due anni talee ben formate e radicandole in un nuovo substrato.

Propagazione:

Stapelia leendertziae f. crestata si propaga per talea di fusto, poiché la forma crestata non mantiene le sue caratteristiche se riprodotta da seme. Le talee vanno prelevate in primavera o in estate, lasciandole asciugare per alcuni giorni in un luogo ombreggiato prima di interrarle in un substrato molto drenante, leggermente inumidito. L’emissione delle radici avviene in poche settimane, soprattutto se la temperatura si mantiene intorno ai 20 °C.

Curiosità:

Questo esemplare, come la specie tipica, adotta una singolare strategia di inganno per attirare gli impollinatori. I suoi fiori, dall’odore di carne in decomposizione, inducono le mosche necrofaghe a deporre le uova sulla loro superficie. Le larve non sopravvivono, ma nel frattempo gli insetti trasferiscono il polline, assicurando la riproduzione della pianta.

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